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Effetto Mandela: falsi ricordi

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Nelson Mandela” – The specials 

Se vi dicessi che esistono alcune immagini, eventi, ricordi che sono presenti nella memoria collettiva ma, in realtà, non sono mai avvenuti, mi credereste? 

Ecco, fino a poco fa non ci avrei creduto nemmeno io, eppure ho scoperto l’effetto Mandela che mi ha letteralmente sconvolto, e ho paura possa farlo anche con voi. Non vi spaventate, però, non siete gli unici a provare questa strana sensazione e ora cercheremo di capire da cosa deriva e di sviscerare qualche esempio al riguardo

Un nome particolare 

Sostanzialmente, quando si parla di effetto Mandela, si fa riferimento a quella sensazione che si ha quando siamo convinti che qualcosa che non è mai esistito, effettivamente, esiste. Però, finché rimane una nostra fantasia, possiamo anche farcene una ragione. Nel momento in cui più persone hanno la stessa sensazione, il fenomeno si fa più interessanteIl nome deriva da un avvenimento molto particolare. Tutti noi dovremmo sapere che, durante la segregazione razziale, Nelson Mandela trascorse ben venti anni in prigione

Molti ricordano che fosse morto durante la sua detenzione e la studiosa Fiona Broome, nel 2009, ammise che ricordava persino la cerimonia delle esequie in televisione e il discorso della vedova addolorata. In realtà Mandela morì nel 2013, a 95 anniIl fatto sconvolgente è che non si tratta di un caso isolato: molti sono pronti ad affermare che ricordano le stesse cose. È veramente curioso. Si tratta di autosuggestione? O forse di fake news?

Secondo la scienza… 

Gli studi scientifici identificano l’effetto Mandela come una distorsione della memoria collettiva, dovuta ad una sorta di scorciatoia cognitiva legata all’interpretazione della realtà. Sostanzialmente, è come se le menti umane, quando non conoscono con precisione un evento storico, tendessero a ricordare la sequenza di eventi più probabile. Secondo altri, invece, la risposta è nel multiverso: in un universo parallelo, quei fatti, quelle immagini, quei suoni… tutto potrebbe essere reale. Forse, abbiamo solo immagazzinato le informazioni nel modo sbagliato! 

Esempi: da Pikachu a Topolino

Per darvi la prova schiacciante che tutti ci siamo cascati almeno una volta, ecco delle immagini che testimoniano l’esistenza di questo fenomeno. 

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Ph. credits: @effettomandela Instagram Official page

Quante volte abbiamo visto questo omino del Monopoly? Quante volte abbiamo cercato di interpretare la sua espressione nelle carte “imprevisti” per capire se si trattasse di una notizia bella o brutta? Quante volte abbiamo aspettato di vedere la sua faccia sorridente sulla casella “Via!” per ritirare i 200 soldi dalla banca?

Eppure, scommetto che la maggior parte di voi, se dovesse dire chi lo rappresenta, sceglierebbe quello a sinistraMi spiace deludervi, ma purtroppo il signor Monopoly non ha bisogno del monocolo! 

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Ph. credits: @frostinox_ Instagram Official page

Pikachu è un altro di quei personaggi che creano confusione nell’immaginario collettivo. Io ero pronta a giurare che avesse la parte finale della coda nera, e sono certa di non essere l’unica, invece non è così, ce l’ha sempre avuta gialla come un limone! 

Spero di non aver sconvolto ogni vostra certezza, anche se so che scoprire una cosa del genere può essere destabilizzanteChe sia una ragione scientifica, o l’esistenza di un universo parallelo… l’effetto Mandela resta estremamente affascinante!