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Come funziona lo share?

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Three of us” – Team Astro

Non è raro che in televisione si parli di Share, o altri dati inerenti agli ascolti, ma vi siete mai chiesti cosa sia questo Share e come funzionino i dati televisivi?

Partiamo con una premessa, noi in Italia siamo ben 60 milioni e su 41 mila di noi viene calcolato l’ascolto televisivo.

Siccome non esiste una tecnologia in grado di controllare tutti i televisori esistenti, l’azienda italiana Auditel sceglie con cadenza regolare un totale di 16.100 famiglie che hanno caratteristiche socio-culturali, demografiche e geografiche molto diverse. In sintesi si crea un campione rappresentativo dell’intera popolazione italiana.

Viene successivamente dotato di un dispositivo che si chiama “Meter” che collegato al televisore di casa registra 24/7 tutto ciò che quelle famiglie vedono, minuto per minuto.

Il Meter invia poi automaticamente i dati ad Auditel che con complessi calcoli statistici riesce a ricavare i dati di ascolto dell’intera popolazione italiana.

Le tipologie di dati in realtà sarebbero sei:

  • Ascolto medio
  • Penetrazione
  • Share 
  • Contatti Netti
  • Minuti Visti
  • Permanenza

Il più diffuso quando si tratta di capire se un programma televisivo sia andato bene oppure no è lo Share: ossia il rapporto percentuale tra gli ascoltatori di uno specifico canale televisivo e il totale degli ascoltatori.

(Ascoltatori  canale TV /Ascoltatori totali) x100 = SHARE

Per esempio:

Che significa dire che Sanremo ha fatto il 55% di share?

Significa che se durante il festival c’erano un totale di 20 milioni di Italiani con il televisore acceso, il 55% di questi era sintonizzato su Sanremo.

Sembra insignificante, ma questo dato è veramente molto importante. Può significare la vita o la morte dei programmi televisivi, ed ha una funzione anche di censimento della popolazione, per capire quali argomenti sono più apprezzati e quali sono le preferenze.

Ogni persona ha opinioni diverse, e non tutte sono disposte a farsi controllare. Ma se capitasse l’occasione perchè non provarci? Offrire un piccolo contributo alla  società stando semplicemente sdraiato sul divano, esiste qualcosa meglio di questo?

 

SCRITTO DA: ALESSANDRO 4E