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Buona la prima: scena di perla

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Runaway” – AURORA

Si dice che le perle siano simbolo di purezza e prosperità; si possono, infatti, regalare solo in determinate occasioni, mentre in altre attirano sfortuna come calamite.

Belle, piene di luce, ma anche pericolose: proprio come Griet.

Il regista Peter Webber è riuscito a radunare un cast stellatissimo per mettere in scena le vicende di uno dei quadri più famosi della storia occidentale: La ragazza dall’orecchino di perla, uno spaccato di vita dell’Olanda del 1665.

"La ragazza con l'orecchino di perla", quadro.

Tintarella di Luna

Il film segue la storia di Griet, una ragazza giovanissima che si ritrova a lavorare presso il pittore Johannes Vermeer per mantenere la sua famiglia. Lei è timida, pallida: una quasi irriconoscibile Scarlett Johanson la rende ancora più bambina e curiosa. 

Per quanto il film venga considerato drammatico, – forse per le condizioni in cui era costretta a lavorare Griet – in realtà tutto gira intorno agli sguardi complici e il non detto tra la ragazza e il suo “signore”: come gestire l’emozione del primo amore e cosa è lecito fare se questo è assurdamente clandestino?

Una tale carica emotiva da alludere ad un film parallelo, tra loro due soli, riassumibile in un’unica scena.

This girl is on fire

 

Ecco: c’è più intimità ed erotismo qui che in qualsiasi altra scena di Cinquanta sfumature di grigio. 

Il fuoco che brucia dentro Griet

Gli orecchini della moglie gelosa: proprio non si dovrebbero toccare. E i gioielli, poi: sono solo per signore, le serve non dovrebbero essere belle. 

Ma Griet è disposta a tutto per l’arte, o meglio: per la sua arte. E anche se tutti le dicono di stare lontano da Vermeer, di non lasciare che lui la rovini, lei si lascia usare, bruciando ogni volta che lui se ne va senza concederle neanche uno sguardo.

E il maestro? 

Tralasciando i commenti su quei capelli, – che a Colin Firth non stanno bene per niente– a lui piacciono le ragazzine in generale, lo sa anche sua moglie, ma riconosce in Griet una scintilla, un guizzo che può rendere quel suo quadro, uno dei pochi che fa all’anno, il capolavoro assoluto.

Fiamma pura

“Perché non ritrai me?”
-moglie di Vermeer

“Perché tu non capisci”.
-Johannes Vermeer

E qui arriva l’intuizione di aggiungere il tocco di luce, la purezza e insieme la fiamma di Griet: la perla. 

Quanto c’è di vero in questa storia? Non ci è dato saperlo: non sappiamo neanche chi è il soggetto reale dell’opera, ma sognare non è un crimine. In fondo, se il quadro ha avuto così tanto successo, quella perla deve pur avere un significato che vada oltre il “bilanciamento dei colori”. 

Scritto da: Alice 5D