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Festa della liberazione: per ricordare chi si oppose

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Dove vola l’avvoltoio” – Pietro Buttarelli, Italo Calvino. 

Nei meandri di Trastevere, rinomato quartiere romano, si cela un giardino che il signor Franco, il guardiano, cura con amore : il Giardino del Cedro.

 

È qui che, in occasione della Giornata della Liberazione, si è tenuto “Parole e canti per la liberazione”, con Francesca Gatto, Fiorella De Simone, Susanna Buffa e i ragazzi del L.S.S. J.F Kennedy

Da sinistra: Francesca Gatto, Dora Bruni (del YCB), Fiorella De Simone e Luca Cialente

Organizzato anche grazie al contributo del Municipio Roma I Centro, l’evento è stato un vero successo. 

Tramite la lettura di brani, si è ricordato chi, mettendo a repentaglio la propria vita, si oppose alla dittatura nazifascista e resistette in nome della libertà

Resistenza al femminile

Tra i presenti anche Giulia Silvia Ghia, assessore alla cultura, allo sport e alle politiche educative e giovanili ed Alessandra Sermoneta, vicepresidente con deleghe ai Lavori pubblici e all’edilizia scolastica. 

Quando si parla di resistenza, si parla sempre e solo di resistenza al maschile (riferendosi alle targhette commemorative sparse per le vie del rione) eppure c’è una letteratura intera che parla di un’altra resistenza: quella al femminile
(Giulia Silvia Ghia) 

Con queste parole, l’assessore ricorda come dietro al nome di grandi uomini ci siano  sempre delle donne. Donne che, grazie ad iniziative come questa, vengono ricordate, perché meritano di essere ricordate.  

“Durante la resistenza, erano le donne a ricoprire ruoli fondamentali. Erano quelle che, anche giovanissime, portavano le armi. Potevano nasconderle e passare inosservate, più che gli uomini. Si sono prese delle responsabilità e delle azioni di coraggio pazzesche. E oggi, qua, sentirete testi di donne, come Carla Cattano, grandissime della resistenza.”
(Giulia Silvia Ghia) 

Sulle note di celebri canzoni…

 

Con la sua chitarra e la sua splendida voce, Susanna Buffa apre le danze.  Sulle note di celebri canzoni come “Non ti ricordi mamma” di Dante Bartolini o “Oltre il ponte” di Italo Calvino, vengono letti degli estratti di libri, fonti storiche per comprendere e vivere il passato.

Tra i titoli: “Cinquant’anni nell’utopia, il resto nell’aldilà” di Angela Zucconi o “Partigiane” di Teresa Vergalli e Johannes Bückler.

Tutti libri che narrano storie di incredibile coraggio e di immensa libertà. 

Narrate in prima persona, sono le storie di donne che decisero di prendere parte alla Resistenza e che, dopo quel 25 aprile, continuarono a servire la Repubblica. 

Durante l’incontro, si è raccontato di figure femminili che imbracciarono le armi, in montagna e in città, fecero le “staffette” e stamparono e distribuirono volantini con cui diffondevano idee di pace, di libertà, di uguaglianza. Idee per un’Italia e un’Europa diverse da quelle in cui erano cresciute ed erano costrette a vivere. 

“Della resistenza al  femminile se ne parla sempre troppo poco. Quindi è giusto ricordare anche le partigiane che si sono spesse e sono state determinanti per la sconfitta dei nazifascisti. Noi siamo qua per testimoniare che noi ce lo ricordiamo. Noi ricordiamo questa giornata, che ci unisce tutti quanti e da cui è scaturita la nostra costituzione e quindi, tutta la nostra vita.
(Alessandra Sermoneta) 

Le resistenze moderne 

Ma non si è ricordato solo il 25 aprile, le resistenze esistono tutt’oggi .

I due liceali, Dora e Luca, hanno infatti presentato due testi particolarmente attuali: un estratto di uno dei bellissimi libri di Liliana Segre “Sopravvissuta ad Auschwitz” e un brano tratto da “Diario da Kiev” di Markijan Kamys che, direttamente dalla capitale ucraina, racconta, per il giornale La Repubblica, della guerra che ha sconvolto il mondo occidentale.

Attraverso le letture, i due ragazzi si sono resi testimoni del momento terribile che stiamo attraversando, ma ci hanno anche dato una speranza ricordandoci che i giovani, dopotutto, sono il futuro, e se cresciuti consapevoli del passato, delle vicende storiche come quella ricordata oggi, possono evitare che la storia si ripeta. Dopotutto, come disse Edmund Burke

“Chi non conosce la storia, è condannato a ripeterla”
(Edmund Burke) 

 

SCRITTO DA: ZAHRA 4F