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Zerocalcare, fenomeno del fumetto “de noantri”

Scritto da il 12 Dicembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Motivés, le chant des partisans” – Motivés

Zerocalcare è nato il 12 dicembre 1983 ad Arezzo, e il suo vero nome è Michele Rech. Uno spot pubblicitario di un detersivo sentito per caso in tv, che recita Zerocal, e il gioco è fatto. Conosciamo tutti Zerocalcare per i suoi famosissimi “disegnetti”, come li chiama lui. Storie a fumetti incredibilmente toccanti ma anche rappresentative della sua generazione. Un tipo di narrazione, la sua, condizionata dall’ambiente dei centri sociali e da Rebibbia. Che sì, è un carcere di Roma ma anche una zona popolare. La casa di Michele, il suo amato quartiere.

Zerocalcare

Nasce toscano, ma è di Rebibbia, ancor prima di essere romano. Quasi inquietante il legame con il suo quartiere, un luogo in cui predominano un carcere e la Tiburtina, una tra le vie consolari più famose d’Italia. Un posto in cui, a quanto dicono, dovrebbe esserci anche un Mammut… È finito lì dalla Toscana perché il padre è di Rebibbia, mentre la madre -la mitica Lady Cocca, nelle opere di Zerocalcare- è francese. E insiste molto per farlo andare alla scuola francese, per fargli mantenere viva la cultura d’Oltralpe.

zerocalcare

Michele, da grande, voleva fare il paleontologo. Ma l’università lo spaventava, non capiva come relazionarcisi. E passa i tre mesi di frequenza delle lezioni nella metro B di Roma, facendo da capolinea a capolinea, fino a rendersi conto che voleva trovare una strada da seguire. Dà ripetizioni di francese e traduce documentari. Trova un lavoro all’aeroporto, e i guadagni gli permettono di seguire corsi di disegno. Fin da piccolo ricopiava le vignette degli albi più famosi, da Topolino a Rat-Man, passando per i manga. Fondamentali per la sua crescita morale, a detta sua, I Cavalieri dello Zodiaco, di cui espone la profonda etica in diversi suoi fumetti. Lui adora la cultura pop anni Novanta, e ritiene davvero che l’abbia aiutato a crescere. 

Come anche lo hanno cresciuto i centri sociali e l’ambiente punk romano, che gli hanno fatto conoscere le battaglie che tutt’ora combatte. Contro l’abuso di potere, contro l’ingiustizia ma anche contro il silenzio. Perché di certe cose si deve parlare, e lui ha sempre parlato disegnando. Locandine su locandine, di eventi musicali ma soprattutto di manifestazioni. Con le donne, con gli sfruttati e gli sfrattati, da sempre e per sempre. Fondamentale per lui l’esperienza al G8 di Genova del 2001, che ricorda spesso nelle sue vignette.

Nelle sue storie ha sempre raccontato e valorizzato le periferie. Un modo per rendere palese a tutto il mondo che esistono, che non devono essere mitizzate. Racconti crudi e tremendamente reali, spesso di tinte fosche. La sua storia editoriale comincia con La Profezia dell’Armadillo, il racconto di un evento traumatico intervallato da scenette prese dalla sua vita. L’amico di una vita Secco, la mamma, i plum cake… e un armadillo. Il suo alter ego, la sua coscienza -o la sua incoscienza, chissà-, discutibile consigliere. Un personaggio che vedremo in tutte le sue storie, accompagnato da altre figure che cercano sempre di indirizzare il buon senso di Zerocalcare. A volte ci riescono, a volte no. Ma Zero ha sempre qualcosa da imparare.

Perché Zerocalcare è un ragazzo pieno di insicurezze, di principi solidi ma in grado di mettersi in discussione, spesso anche troppo. È circondato da mostri che lo perseguitano, ma che, forse, perseguitano tutti noi. Racconta storie inedite e storie che, invece, ci passano sotto gli occhi ogni giorno senza che ce ne rendiamo conto. Con personaggi che sono veri e propri emblemi, fortemente caratterizzati e rappresentativi dell’ambiente frequentato da Michele. Che vive le sue paranoie, il suo senso di inadeguatezza appoggiandosi proprio a loro, alla sua famiglia acquisita. 

zerocalcare

Un polpo alla gola, una storia di crescita e di sensi di colpa. Dodici, uno scenario apocalittico in cui “Rebibbia regna”Dimentica il mio nome e le origini di cui andare fieri. Kobane Calling e la questione curda, così importante e così sottovalutata. Macerie Prime e la sopravvivenza nel mondo del lavoro cercando una propria dimensione, adatta alle proprie misure. Scheletri, un noir di rivalsa e maturazione. A Babbo Morto, un canto di Natale un po’ particolare. Poi le raccolte del blog, strisce e pagine pubblicate qua e là. E ancora il genio di Rebibbia Quarantine, serie animata con cui ha consolato tutti gli italiani durante il lockdown

Perché Michele, Zerocalcare, è questo. Farci sentire meno soli.

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