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William Blake, il fascino della pazzia

Scritto da il 11 Agosto 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: ”Universal Mind” – The Doors

Non c’è dubbio che questo poveraccio fosse pazzo, ma c’è qualcosa nella sua pazzia che mi affascina più dell’equilibrio di Byron e Scott.

W. Wordsworth 

William Blake è stato per lungo tempo un’incognita pazza nella tradizione inglese. La sua poesia è una parentesi sconnessa dalla tradizione dei suoi successori come Byron e Wordsworth se non per alcuni punti chiave. Immaginazione, natura e spiritualità sono elementi che nessuno è riuscito a legare con la stessa audacia. 

William Blake, il visionario

Accade spesso. Autori oggi acclamati in tutto il mondo in vita sono stati ostracizzati, incompresi perché nati in un’epoca non ancora pronta per il loro genio. Muoiono in povertà per rivivere nell’eternità della storia. Quando si osservano i dipinti di Blake non è difficile capire come mai sia stato dimenticato in vita: era un outsider, un visionario ribelle. I suoi soggetti sembrano figure fuori dal mondo, la sua immagine di Dio quasi blasfema, spogliata dai crismi divini tradizionali. 

Fin da giovane sosteneva di avere delle visioni che trasponeva su carta. Si definiva un “adoratore” di Cristo, ma non nel senso tradizionale del termine. Nella sua Natività è assente l’immagine della madre e del bambino: al suo posto, un essere di luce emerge da Maria a simboleggiare l’entità divina dell’essere umano. Blake creò una mitologia molto più vicina all’esoterismo cristiano, in aperta contraddizione con lo spirito religioso del tempo. La crocifissione simboleggiava ad esempio il conflitto tra la spiritualità umana e i desideri materialistici. 

Pazzia, misticismo, immaginazione

Era fermamente convinto di comunicare con gli angeli e di essere un mistico: è l’unione tra pazzia e misticismo la chiave per comprendere la sua opera. Una pazzia che non implica necessariamente una degenerazione mentale, ma l’abilità di osservare la realtà attraverso l’immaginazione. Blake percepiva così l’infinità in ogni cosa. 

“Ma l’uomo si è chiuso, e vede ogni cosa dalla stretta insenatura della sua caverna”, è la critica all’uomo del suo tempo che non comprende la verità della natura. La vita è un moto eterno che non cessa con la morte: è liberazione dai desideri e non repressione.  Blake rappresentava l’unica voce di dissenso contro il materialismo del suo secolo. In bilico tra visioni di angeli e demoni, è ancora oggi considerato un anticipatore del romanticismo a tinte gotiche per la sua visione irrazionale del mondo.


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