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Sandro Penna: la gioia e l’amore

Scritto da il 21 Gennaio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “La sera dei miracoli” – Lucio Dalla

Sandro Penna ha goduto, come poeta, di una fama non indifferente e che si è arricchita con gli anni di nuovi apprezzamenti, sottraendo la sua poesia al ristretto mondo delle élite. Voicebookradio.com vuole ricordarlo, in particolare oggi, nel giorno della sua scomparsa.

Perché leggere le poesie di Sandro Penna?

Perché non leggerle piuttosto. E non si ricorra, come scusa, alla complessità dei versi; la poesia di Penna è colloquiale, tersa e immediata; è un po’ come parlarvi dalla radio.

Penna non è oscuro o ermetico, ma rimane sempre all’erta, allunga l’occhio, in modo tale che la gioia non gli scappi, come sabbia tra le dita.

Sandro Penna

Poesia monotematica

«Poeta esclusivo d’amore»

m’hanno chiamato. E forse era vero.

Ma il vento qui sull’erba ed i rumori

della città lontana

non sono anch’essi amore?

Sotto nuvole calde

non sono ancora i suoni

di un amore che arde

e più non si allontana?

«Forse era vero», dice Penna. Forse è vero che non esista al mondo cosa che non sia amore; per questo, in tutta la sua opera attraversa il tema del desiderio omoerotico con estrema leggerezza. La poesia si costella di svariate figure che sembrano attingere al ricordo dello stesso corpo, della stessa eleganza che rinnova la dolcezza.

Non ci sono crepe nei suoi versi.

Lo stile rimane piano e il linguaggio popolare, mescola con spontaneità l’aulico e il quotidiano. Quando il gesto del poeta appare affettato, è solo per difendersi dalla ferocia di una pulsione che tutto pretende. L’erotismo bruciante richiede l’utilizzo di espressioni più colloquiali per rappresentare meglio l’istintività delle emozioni.

Lo stesso Pasolini, che a Penna si ispira, considera questa dialettica obbligatoria. Se la tematica risulta trasgressiva, allora Penna diventa un insegnante di accortezza, mentre noi, a distanza ridotta, troviamo infine la luce.

Penna
Sandro Penna e Pier Paolo Pasolini

Sul molo il vento soffia forte. Gli occhi

hanno un calmo spettacolo di luce.

Va una vela piegata, e nel silenzio

la guida un uomo quasi orizzontale.

Silenzioso vola dalla testa

di un ragazzo un berretto, e tocca il mare

come un pallone il cielo. Fiamma resta

entro il freddo spettacolo di luce

la sua testa arruffata.

L’occhio contempla, la mano indugia: il ricordo affianca il presente, per sapersi uguale, eternamente innamorato.


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