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VI edizione della Giornata ProGrammatica

Scritto da il 23 Ottobre 2018

Giornata ProGrammatica di ieri 22 ottobre: l'italiano e la rete, le reti per l'italianoSempre più spesso quando si scrive nel web, si lascia in secondo piano quella precisione grammaticale che c’era un tempo, fenomeno che si rispecchia anche nel parlato. Questo spunto è proprio il tema della Giornata ProGrammatica del 22 ottobre: l’italiano e la rete, le reti per l’italiano.

A questa giornata, presentata da Giordano Meacci, hanno partecipato linguisti illustri, studiosi e anche youtuber, riuniti per discutere dei cambiamenti e del futuro della nostra lingua.

Alle 21, precisi come un orologio svizzero, è partita la diretta. L’evento si è dispiegato in un susseguirsi di ospiti, intervallati dai brani live della cantautrice italiana Letizia Cesarini, in arte Maria Antonietta, che ha cantato 4 pezzi del suo nuovo album Deluderti: Pesci, Deluderti, Vergine e Cara.

Ad intervallare gli ospiti ci sono state anche delle pillole di grammatica: i video dell’Accademia di Arte Grammatica, in cui professori e studiosi parlano dei più frequenti errori nell’uso di alcuni segni grafici o parole in modo sbagliato.

Giornata ProGrammatica di ieri 22 ottobre: l'italiano e la rete, le reti per l'italiano

I primi ospiti sono stati Bruno Mastroianni e Giuseppe Antonelli. Si è partiti a discutere da ciò che nella rete si legge e si vede. Sul web, infatti, possiamo trovare di tutto anche dal punto di vista linguistico e bisogna quindi capire la retorica della rete, che ormai sta diventando anche un luogo di promozione e propaganda politica. Di fatto, i politici stanno utilizzando sempre di più il web ma, soprattutto le emoji! Incredibile è il fatto che nel 2015 la parola più utilizzata online sia stata la faccina che piange.

Come risolvere il problema dei testi stupidi in rete? A questa domanda proposta da Meacci risponde Mastroianni:

“Ormai abbiamo tutti un posto dove lasciare scritti i nostri pensieri con troppa facilità e non ci accorgiamo che li stiamo lasciando lì, fruibili a tutti. Questo è diverso dal dire una cosa trasportati dalle emozioni. Oggi siamo diventati tutti dei piccoli personaggi pubblici e c’è bisognodi una competenza seria per gestire una vita del genere.”

A seguire è intervenuta Enrica Atzori, bibliotecaria e linguista che si occupa di lingua dei mass media e della comunicazione. Ha pubblicato La parola alla radio: Il linguaggio dell’ informazione radiofonica (2002) e La lingua della radio in onda e in rete (2017).

Giornata ProGrammatica di ieri 22 ottobre: l'italiano e la rete, le reti per l'italianoIn una delle sue opere cita Carlo Emilio Gadda:

“Un pubblico che ascolta una conversazione è un pubblico per modo di dire, in realtà si tratta di persone singole, di monadi ovvero unità, separate le une dalle altre. Ogni ascoltatore è solo, nella più soave delle ipotesi è in compagnia di pochi intimi. Non un pubblico in sostanza ma una somma di singole persone.

E qui la domanda di Meacci:

Lei nel libro parla della radio come primo social network, ma non si tratta sempre di persone singole che ascoltano gli altri? 

“Si tratta certamente di persone singole con la loro personalità, ma l’ibridazione tra radio e rete li fa diventare prima di tutto ascoltatori connessi, quindi la caratteristica principale è quella di essere collegati nel web. Sono sia ascoltatori sia utenti di social network ed esprimono pensieri, opinioni e sentimenti quasi contemporaneamente in rete attraverso commenti e reazioni.

“Si parla poi di multilinguismo e la Atzori spiega come già all’interno della radio, tra programmi di informazione e di intrattenimento, un multilinguismo sia ampiamente confermato. La radio parla tutte le lingue che parla il paese stesso. Dalle conversazioni degli utenti invece si riscontra una lingua comune un po’ trascurata, non perfettamente padroneggiata e oltretutto ultimamente la propensione al commento è scesa di molto.”

È poi intervenuto Claudio Marazzini, linguista, presidente dell’Accademia della Crusca e professore di storia della lingua italiana in Piemonte, autore, solo nel 2018, di due libri: L’italiano è meraviglioso, come e perché dobbiamo salvare la nostra lingua e Breve storia della questione della lingua.

Marazzini, per prima cosa, ha raccontato la terza edizion degli Stati Generali Della Lingua Italiana Nel Mondo,  che si è tenuta pochi giorni fa. Il tema scelto per quest’anno era la rete.

“Gli Stati Generali sono il momento in cui si guarda la lingua italiana anche con gli occhi del Ministero degli Esteri. Si deve considerare l’italiano come uno strumento di promozione dell’italia e del buisness italiano. Deve essere un grande strumento culturale e politico. Quindi abbiamo tante carte da giocare per farci conoscere.”

Giornata ProGrammatica di ieri 22 ottobre: l'italiano e la rete, le reti per l'italianoHa raccontato poi un aneddoto molto significativo di un professore cinese, dantista, che insegna a Pechino:

“In Cina tutti hanno in testa il nome di Dante ma nel momento in cui gli si chiede da dove proviene, la maggior parte sostiene che sia inglese, perché se lo hanno letto lo hanno letto in traduzione inglese.

Come breve intervallo è intervenuto in video il rinomato professore della Sapienza Luca Serianni, spiegandoci l’importanza della punteggiatura.

I due ospiti successivi sono stati Loredana Cornero, segretaria generale della comunità radiotelevisiva italofona per la RAI dal 2004 e Maurizio Canetta, direttore della radiotelevisione svizzera italiana dal 1980.

Canetta, la lingua e la rete. Sono state documentate diverse situazioni linguistiche in Svizzera che coinvolgono il dialetto. C’è un cotesto di multilinguimo forte. Come si gestisce un miscuglio così grande di lingue?

“È un caldeorne davvero complesso e delicato perchè parte del pubblico locale legato alle radici ci chiede il dialetto ma questa richiesta è anche antinclusiva, quindi il dialetto rischia di diventare un elemento di rappresentanza forte ma contro l’inclusione. Addirittura quando facciamo film o documentari, nelle parti in dialetto sottotitoliamo e qualcuno ci dice “ma come, sottotitolate in casa nostra?” e altri dicono “grazie perché così capiamo“. Dunque questa realtà è proprio complessa.”

Giornata ProGrammatica di ieri 22 ottobre: l'italiano e la rete, le reti per l'italiano

Cornero, segretaria dal 2004, se volesse fissare il lavoro svolto in questo periodo?

“Io lo fisserei con una frase: “noi lavoriamo sull’italiano degli altri. Non solo sugli italiani ma anche svizzeri, greci, tedeschi, argentini, rumeni ecc. questo è l’italiano con cui ci andiamo a confrontare e da cui spesso impariamo tantissimo. Abbiamo riscontrato che l’italiano è più fragile nelle nostre frontiere, nei paesi ai nostri confini, dove questa lingua si va perdendo. Questo credo sia il tema ancora da affrontare e risolvere. Il mondo e la lingua stanno cambiando e dobbiamo prenderne atto in modo importante.”

Giornata ProGrammatica di ieri 22 ottobre: l'italiano e la rete, le reti per l'italianoInfine, si è passati alle visioni e video-grammatiche degli ultmi due ospiti, Fiorella Atzori e Carlo Massarini. Fiorella Atzori ha dato vita al canale youtube Sgrammaticando, per studiare ripassare la grammatica. Ha parlato di come sia tutto nato come un gioco, all’inizio poco seguito (ad oggi ha 3 milioni di visualizzazioni), ma di come poi abbia aiutato tanti stranieri ad imparare l’italiano. Ha poi spiegato che i giovani, purtroppo, preferiscono vedere video di intrattenimento e così, cambiando approccio nei suoi video, è riuscita ad ampliare di molto il bacino di età dei suoi seguaci.

Ha parlato poi Carlo Massarini, conduttore di Mr.Fantasy, prima trasmissione italiana riservata interamente ai videoclip musicali.

È interessante capire come vi muovevate voi nei confronti di queste novità che arrivavano.

“Mr. Fantasy è degli anni in cui l’immagine iniziava a prendere il sopravvento sulla parola, primi anni del digitale, dei videoclip e delle videocamere a disposizione di tutti, ma c’era una grande attenzione al vdeo quindi la grammatica era più visuale che testuale. Lì la questione era, come si introduce un nuovo linguaggio in un medium totalmente nuovo? Come si fa a passare dalla carta stampata alla pagina web? Si può traslare? Si intuiva di no, e infatti i due tipi di comunicazione sono completamente diversi, per comunicare sul web hai bisogno di capacità che non hai necessariamente sulla carta stampata e quindi ci sono voluti molti anni. All’inizio i giornali non andavano bene su internet poi dieci nni dopo si è creato un linguaggio nuovo, più sintetico e immediato.”

Con l’ultima canzone di Maria Antonietta si è poi chiusa la serata, tra ringraziamenti e applausi.

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