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Una tomba per le lucciole: un film d’animazione neorealista

Scritto da il 9 Giugno 2018

Una tomba per le lucciole, in giapponese Hotaru no haka (火垂るの墓) è un film d’animazione giapponese del 1988 tratto dall’omonimo racconto semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka,  sceneggiato e diretto da Isao Takahata, cofondatore con Hayao Miyazaki dello Studio Ghibli.

La trama racconta la storia di Seita e Setsuko, un ragazzino e una bambina, le cui vite vengono travolte loro malgrado dalla Seconda Guerra Mondiale. La loro esperienza personale con il conflitto inizia a Giugno del 1945, quando la loro casa a Kobe viene distrutta in un bombardamento. Da quel momento i due dovranno arrangiarsi da soli per cercare di sopravvivere alla guerra e a tutto ciò che essa comporta.

Il film è raccontato tutto come un flashback, poiché la prima scena in assoluto del film mostra Seita che muore di fame nella stazione di Kobe a Settembre del ’45, quando ormai gli Alleati stavano per arrivare in Giappone. La storia è raccontata dal suo fantasma, che si ricongiunge a quello della sorella, deceduta anche lei.

Un tema riportato spesso all’interno dell’opera è quello del totale fallimento della dottrina imperialistica giapponese: ancora c’erano persone che credevano che alla fine il Giappone avrebbe vinto la guerra, che si sarebbe combattuto finché l’ultimo giapponese sarebbe rimasto in piedi, senza vedere però che intorno a loro non restava in piedi neanche una casa, e che dovevano vendersi pure i vestiti per mangiare.

Un’altra immagine che spesso ritorna nella pellicola è quella della spensieratezza di Setsuko rispetto alla più cinica reazione agli eventi di Seita: la bimba riesce ancora a ridere e a giocare in questo mondo devastato, mentre il fratello è molto più cupo e imbronciato, colpevole di essere dovuto crescere troppo in fretta per sperare di sopravvivere e di badare alla sorellina. Questo tema dei bambini sembra richiamare un po’ il cinema neorealista, dove i bambini erano onnipresenti per mostrare un po’ quello che “dovrebbero fare i grandi”.

La pellicola è di per sé un capolavoro del cinema d’animazione, come del resto ci ha abituati lo Studio Ghibli, però non ha riscontrato grande successo al di fuori del paese del Sol Levante, e non è stato neanche pubblicizzato molto. Questo è dovuto perlopiù alla crudezza delle immagini mostrate e al dibattito suscitato dal film stesso. Quello che dovrebbe essere una opera d’animazione, quindi rivolto sia a grandi che a piccini, si è rivelato essere un prodotto troppo maturo, che mostrava una realtà tragica e crudele, di certo non adatta ad un pubblico di tenera età.

Potremmo dire che una Tomba per le lucciole è un film d’animazione neorealista, che mostra quanto sia dura la vita sotto le bombe, che non è scontato mangiare ogni giorno, e che la guerra di poveri contro poveri non risparmia nessuno, neanche un ragazzino e la sua sorellina.

 


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