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Una pianista suona in cima all’Himalaya: quando il Guinness dei primati incontra la passione di una vita

Scritto da il 8 Gennaio 2019

Evelina De Lain, una pianista inglese di 41 anni, il 6 settembre 2018 è entrata a far parte del Guinness dei primati per aver suonato tre brani di Chopin e delle sue composizioni per ben 90 minuti, senza fermarsi mai. Dove? Sull’Himalaya!

Il record consiste nell’aver suonato a 5mila metri di altezza per così tanto tempo, ovvero per un’ora e trenta.
Di fatto, poi, la donna ha accusato un grave malessere ed è svenuta a causa dell’eccessiva altitudine. Insomma, un motivo c’era se nessuno prima era mai riuscito in questa impresa!

Molto singolari sono i brani scelti per la performance: i Notturni di Fryderyk Chopin, il numero 2 in MI bemolle maggiore e il 20 in DO minore, e il Preludio op. 28 numero 15; in aggiunta, l’esibizione è stata arricchita da alcune sue composizioni contenute nell’album “Soul journey.”

Ma la domanda sorge spontanea: come ci è finito un pianoforte sopra l’Himalaya? L’idea è stata approvata e supportata da una troupe di volontari che si è offerta di posizionare il colosso del pianoforte fin su in cima!

Il record, visto di per sé, può risultare come una mera impresa nata dall’idea di spopolare in tutto il mondo, ma non è così: il motivo che ha spinto la pianista a intraprendere questa subnormale esperienza, risiede nella beneficenza, nel raccogliere fondi per un ente benefico che si dedica ai malati di fibrosi cistica.

Inoltre, c’è da considerare che questa esibizione un po’ particolare è stata per la donna una vera e propria soddisfazione personale, una rivincita contro la lesione da sforzo ripetitivo che 14 anni fa non le ha più permesso di muovere le dita della mano:

Qualche anno fa non avrei mai pensato di tornare a suonare il piano, né di esibirmi nel più alto concerto di musica classica. La terapia è risultata efficace.

Queste le parole di Evelina De Lain in merito alla sua esperienza:

Suonare ad alta quota è stata una delle cose più difficili che abbia mai fatto, ma non sono una che evita le sfide. Il freddo era incredibile, ma era più problematico il vento. È stato però un onore suonare tra le nuvole.

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