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Tra Arte e Quarantena: il Getty Museum lancia la challenge

Scritto da il 5 Aprile 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Klimt – Gio Evan”.

Ormai sono settimane che l’emergenza Covid-19 costringe parte della popolazione mondiale a casa e con il passare del tempo la tentazione di uscire si fa sempre più difficile da combattere. Tuttavia sappiamo bene che per sconfiggere questo virus l’unica arma di cui disponiamo, nel nostro piccolo, è proprio quella di rimanere nelle nostre dimore.

A tal proposito tantissimi musei ed enti culturali si sono adoperati per rendere questa quarantena più piacevole e, perché no, costruttiva. Sono stati realizzati diversi progetti incentrati sull’arte in quanto valvola di svago: elemento catartico e sempre più attuale, ma eternamente degno di ammirazione. Ma come rendere questo bene prezioso accessibile a tutti? Semplice, tramite campagne social che hanno coinvolto grandi e piccoli nelle più disparate idee, a partire dai tour virtuali nei musei più famosi del mondo. Eppure nessuna di queste ha avuto successo come l’ultima challenge proposta dal Getty Museum di Los Angeles: sfruttare ciò che si può trovare a casa per replicare dipinti famosi.

La sfida è stata lanciata il 25 marzo con un tweet dalla pagina del museo statunitense:

Ti invitiamo a ricreare un’opera d’arte con oggetti (e persone) da casa tua. Scegli la tua opera d’arte preferita. Trova tre cose intorno a te, ricreala con questi oggetti e condividi il risultato con noi.

Un gioco davvero originale, che gli utenti hanno accolto con entusiasmo inondando i social media delle loro reinterpretazioni artistiche. La pagina Facebook del museo americano ha prontamente ripubblicato le immagini ricevute dai seguaci e il risultato è stato davvero esilarante. Tra le prime c’è quella di una dipendente del museo che, in posa con una mazza da hockey, ha imitato il celebre “L’alabardiere” del manierista italiano Pontormo.

Dopo il sorprendente lancio del Getty l’iniziativa è stata ribattezzata “Tra arte e quarantena” e proposta da molti altri musei, dal Pinchuk Art Center di Kiev, al Rijksmuseum di Amsterdam.

Nel frattempo sui social la pagina Instagram @TussenKunstenQuarantaine ha raccolto tutti i collage più divertenti pubblicati sotto l’omonimo hashtag #TussenKunstEnQuarantine. L’account era stato creato all’inizio della pandemia, addirittura anticipando la proposta del museo di Los Angeles, ed è stato il vero centro propulsore della trovata aratistica. Attraverso questi canali infatti tutti hanno potuto mostrare il loro moderno e personalissimo tocco nei confronti dei quadri che hanno fatto la storia.

Qui sotto vi proponiamo alcuni dei capolavori che da giorni circolano sul web, fateci sapere nei commenti qual è la vostra preferita!

A sinistra “La Madonna con il bambino” del Maestro della Santa Cecilia, pittore anonimo italiano del Trecento, riproposta sulla destra da un’audace utente con il suo cucciolo.
A sinistra “Natura morta” dell’artista francese Jean-Siméon Chardin e a destra la sua rielaborazione contemporanea attraverso prodotti in scatola e confezionati.
A sinistra il famosissimo “Urlo” di Munch reinterpretato sulla destra in maniera decisamente meno angosciante.

Un interessante spunto di riflessione sul concetto di arte a paragone tra antico e moderno, tra austerità e umorismo, sotto l’insegna del più volte ribadito obiettivo “più arte sui social”, non trovate?


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