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The Joshua Tree

Scritto da il 25 Aprile 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto dell’album “The Joshua Tree – U2”

https://m.youtube.com/playlist?list=PLtnzVENr5rVO07LLEllrUtDcTL070EVXK

Il 25 aprile 1987 gli U2 raggiungevano la posizione numero 1 della classifica statunitense con il loro quinto album The Joshua Tree.

Reputato come il migliore album della band, con 28 milioni di copie vendute, è un omaggio all’America, che nella commistione sapiente di blues e country evoca dalle bellezze incontaminate della natura selvaggia, alla religione, fino ai temi politici.

In origine il titolo era The Two Americas. L’album infatti è ispirato interamente all’America, ma l’obiettivo dice Bono è quello di smantellarne la mitologia. Si fa infatti chiara nel disco, pervaso di spiritualità, e immaginario socio politico, la dicotomia tra l’America del mito e quella reale della violenza.

Da un lato infatti è un omaggio ai grandi spazi aperti, dalla natura incontaminata, come si vede nel brano In God’s Country, in One Tree Hill, e nella copertina. Gli U2 infatti volevano che fosse diverso dalle copertine realizzate in Irlanda. Proprio mentre scattavano le foto dell’album, viaggiando nella Death Valley alla ricerca di paesaggi disertici adatti ad evocare l’idea da loro proposta, a Bono venne in mente quello che è l’attuale titolo dell’album. Corbin il fotografo parlò alla band dell’ albero di Joshua, pianta originaria del sud ovest degli Stati Uniti. Bono rimase colpito di scoprirne anche il significato religioso, e la religione è proprio il tema che avvolge il disco. La pianta infatti ne è la metafora più piena: infatti come l’albero di Joshua sopravvive nell’aridità del deserto, così il disco è un tentativo di di soddisfare la sete di spiritualità, anche in mezzo ai momenti di crisi.

Dall’altro lato è ritratta l’America della violenza della politica come in Bullet the Blue Sky, in cui si scaglia contro la politica estera di Reagan, in Red Hill Mining Town sulla situazione dei minatori per la chiusura delle miniere, e ancora Mothers of the Disappeared, dedicata alle Madri dei desaparecidos. La situazione internazionale premeva quindi nella penna di Bono, che si sposta anche in Etiopia con Where the Streets Have No Name.

Poi il tema religioso, alone che pervade l’itero lavoro. Bono racconta la difficoltà di mantenere la fede in I Still Haven’t Found What I’m Looking For, rivolge alcuni riflessioni in With or Without You.

Non mancano temi sociali come la tossicodipendenza in Running to Stand Still, l’omicidio in Exit, fino alla prigionia amorosa, però fonte di felicità, in Trip Through Your Wires.

Comunque With or Without You, I Still Haven’t Found What I’m Looking For, e Where the Streets Have No Name sono i brani più famosi dell’album.

Il rilascio avvenne il 9 Marzo 1987, a cui seguì il The Joshua Three Tour. Il disco vinse due Grammy, come Album of the Year e Best Rock Performance. Raggiunse inoltre la prima posizione in 20 paesi e nel 2014 è stato inserito nella National Recording Registry dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America in quanto «culturalmente, storicamente, ed esteticamente significativo». Attualmente si trova alla posizione numero 27 nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stones.


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