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Talking Food: a suon di primavera

Scritto da il 28 Febbraio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “ Primavera” – A. Vivaldi

I freschi raggi di un sole ancora tiepido cominciano a levarsi. La rugiada mattutina irrora i campi che vanno in fiore. Le brezze portano al loro passaggio profumi e sensazioni nuove. I colori esplodono. E’ primavera! La natura che si risveglia e fiorisce porta con sé voglia felicità, dinamismo, voglia di rinnovamento. Ma anche alcuni inconvenienti naturali dal punto di vista fisiologico.

Primavera

Alternanza caldo-freddo o il suo repentino cambiamento possono causare spossatezza, abbassamento delle difese immunitarie. Il cosiddetto mal di primavera. Ma niente paura. Se la Natura causa un problema reca sempre anche la soluzione. Basta andare a fare un giro al mercato. Troveremo il banco della frutta e verdura completamente rinnovato, colorato. Quei prodotti sono la chiave del nostro benessere. Il cambio di stagione non si fa solo nell’armadio, ma anche sulla nostra tavola. Uno stile alimentare basato sul principio di stagionalità ci garantisce salute e gusto.

E risparmio!

I venti freddi dall’Est non sembrano aver minacciato la produzione agroalimentare come si temeva. Anzi, oggi ci troviamo di fronte ad una primavera particolarmente rigogliosa, segnata dall’abbondanza di prodotti. E questo sicuramente influisce sul piano dei prezzi. Servono altre buone ragioni?

I must

La varietà è la parola chiave. Approfittiamo del gran numero di prodotti freschi di stagione, ne guadagneremo in salute. Tuttavia, bisogna pensare anche al gusto. E la primavera offre prodotti tipicamente primaverili, alcuni dei quali rapidi ad esaurirsi, ma che racchiudono tutto il sapore tipico della stagione. E hanno anche diverse varietà interne.

Gli asparagi.

I principi del periodo. Già dai primi di marzo potremmo trovarne qualcuno, per cui approfittiamone. Sono ricchi di fibre, vitamine, sali minerali. Tutto quello che ci serve per affrontare la stagione con energia. In più hanno una straordinaria capacità di depurare e riequilibrare il nostro organismo.

Grazie alla diversità del suo territorio, ’Italia vanta una grande varietà di asparagi. Possiamo riconoscerne le diverse tipologie in base al colore della tipica punta. Possiamo trovare l’asparago bianco, che a sua volta cambia in base al territorio di provenienza, verde, il più diffuso, rosa, viola. Abbiamo anche una specie spontanee e selvatiche. Ogni varietà ha un gusto unico. Possiamo sperimentare paste o risotti. La tradizione impone almeno una volta di farne una frittata.

Fave

Come tutti i legumi, la fava costituisce un alimento base dell’alimentazione che la tradizione chiama povera. Al contrario “ricchezza” sarebbe la parola che dovrebbe distinguerla. Proteine, vitamine, ferro in abbondanza. A differenza degli altri legumi, la fava è speciale. Si può consumare cruda. Anzi è il modo migliore! La cottura spesso “distrugge” parte delle proprietà della pianta. Chi è del Lazio lo sa: la tradizione vuole fave fresche e rigorosamente accompagnate a un bel formaggio pecorino.

Ma la tradizione è varia, e altrettanto la cucina. Tante ricette di stagione vedono le fave cotte protagoniste di primi piatti o di contorni.  Da Nord a Sud, dal Favò valdostano al Maccu siciliano. Le papille gustative viaggiano.

Fragole

Chi dice primavera dice anche fragole. Adulatrice dell’occhio e del palato, la fragola fresca è l’ambasciatrice della primavera. E una tra le prime protettrici della nostra salute. Ricca di vitamine ovviamente, ma anche antiossidanti e potassio. Il corpo ringrazierà se non le inondiamo costantemente di panna. Sono già ottime e zuccherine così.

Ha solo una controindicazione. E’ ricca di instamina, che in stagione di allergie può causare fastidi, per cui bisogna stare attenti alle quantità, specialmente con i più piccoli.

Honoris Causa

Vorremmo fare una Menzione Speciale. Vorremmo ringraziare il signor carciofo per il lavoro svolto fin qui. Per lui è quasi tempo di andare, ma non ancora. Si possono trovare ancora i carciofi, che il vento fresco ha reso forse un po’ bruttini e spelacchiati, ma proprio per questo più gustosi. Sono gli ultimi e hanno ancora qualcosa da dare in primavera. Bisogna approfittare.

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