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Strade più sostenibili grazie alle bucce d’uva

Scritto da il 5 Dicembre 2019

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Natural – Imagine Dragons”

Ogni libro di geografia che si rispetti riporta diligentemente che, generalmente, il settore primario, quello di agricoltura e allevamento, ha ormai da tempo lasciato il primo posto nell’economia mondiale a quello industriale e al terziario, adibito ai servizi utili alla società. Tuttavia, è possibile che in un futuro non troppo lontano queste affermazioni risulteranno obsolete e necessiteranno di un’ulteriore revisione: con l’incalzante bisogno di correre ai ripari per salvaguardare l’ambiente che stiamo distruggendo, si sta rivelando sempre più considerevole il ruolo delle risorse naturali nella trasformazione di materiali artificiali (e inquinanti) d’uso comune.

Un esempio di questa tendenza è l’utilizzo alternativo che si potrebbe fare della buccia d’uva, che secondo alcuni esperimenti condotti presso l’Università di Washington si presterebbe molto bene, opportunamente miscelata ad altre sostanze, per andare a formare un materiale a basso costo e soprattutto più ecosostenibile da impiegare per riparare le infrastrutture stradali. Potrebbe apparire una banalità, ma secondo recenti stime questo genere di interventi è molto più frequente, esoso e nocivo per l’ambiente di quanto sembri: le operazioni di controllo di ghiaccio e neve sono una vera tragedia sia dal punto di vista economico che ambientale!

Stando agli esperimenti di questo team di ricerca statunitense, l’estratto d’uva sarebbe una valida alternativa all’impiego di sale per contrastare il gelo invernale sul manto stradale. Inoltre, la stessa sostanza naturale sembrerebbe la chiave per realizzare un additivo che vada a migliorare alcune delle miscele a base di succo di barbabietola già esistenti, indispensabili per ridurre gli effetti corrosivi o comunque nocivi di alcune sostanze largamente impiegate nelle infrastrutture stradali ma purtroppo dannose in una certa misura per la flora e fauna acquatica, in quanto la barbabietola, a contatto con l’acqua, ne esaurisce gradualmente l’ossigeno.

Con queste parole Xianming Shi, professore associato di ingegneria civile e ambientale, ha spiegato l’importanza dei risultati di questa ricerca:

Abbiamo fornito una soluzione più sostenibile perché stiamo introducendo meno cloruro di sodio nelle operazioni stradali e stiamo raggiungendo risultati comparabili, se non migliori. È un passo significativo verso un futuro più eco-sostenibile.

Xianming Shi

Sarà forse questo il settore di punta del domani?


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