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Stefano Benni e l’importanza della magia Baol

Scritto da il 12 Agosto 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Should I Stay or Should I Go” – The Clash

Il 12 agosto ricorre la nascita di uno dei più importanti autori contemporanei: Stefano Benni. Scrittore, umorista, drammaturgo, poeta e giornalista, le molteplici capacità di Stefano Benni hanno fatto sognare milioni di lettori, italiani e non. Al di fuori di qualsivoglia schema e genere, i libri di Benni si riconoscono al primo sguardo, alla prima frase, tramite quel gioco della parola e quella sperimentazione, legata ad un’esplosiva creatività, che erano già state rese famose da un altro grande della letteratura italiana: Italo Calvino. Convinto dell’idea che Stefano Benni non abbia bisogno di troppe presentazioni, approfitto di quest’anniversario per consigliare un suo libro uscito anni fa e da me scoperto di recente: Baol.

L’autore dipinge la parodia di un regime fascista degli anni novanta, ispirato fortemente a quello italiano, ma come in molte delle sue opere, l’ambientazione è esclusivamente fittizia. Il protagonista è Melchiade Saporog’zie Bedrosian Baol, un mago Baol, da qui il titolo del romanzo e termine che non viene completamente approfondito se non nella parte finale del libro. Il mondo e i personaggi descritti da Benni suscitano sicuramente qualche risata con il loro essere sopra le righe, ma andando a fondo di questo umorismo troviamo una visione cinica del mondo, in cui tutte le ipocrisie e la violenza saltano a galla senza troppi sforzi per tenerle nascoste. Il regime in particolare ha degli addetti incaricati di modificare la realtà a scopo propagandistico, decidendo quindi su cosa orientare i sentimenti del popolo, lo sdegno e la rabbia su tutti. Il nostro mago accetterà l’incarico di un vecchio comico decaduto, su cui il Regime vuole costruire l’immagine di grane amico del Gran Gerarca Enoch, il sovrano assoluto di questo stato totalitario. Il comico però non ci sta, la sua commedia l’aveva sempre aiutato ad abbattere le menzogne per portare alla luce la verità e adesso vuole fare lo stesso, incaricando Melchiade di recuperare la registrazione contenente il suo incontro con il reggente e che racconta una storia ben diversa, per far sì che non cada nelle mani dei modificatori di realtà e diventare così il buffone di corte. Con l’aiuto di altri ribelli, il mago si troverà a percorrere un viaggio all’Inferno, il super archivio apparentemente inaccessibile in cui sono custoditi i segreti del Regime. L’allucinato viaggio strappa al lettore una risata che il più delle volte si rivela cinica, il genere che scaturiva dagli spettacoli di comici quali George Carlin e Bill Hicks, il cui scopo ultimo era quello di mettere in mostra il vero volto del mondo. Baol è un romanzo contemporaneo, ma consigliarlo esclusivamente sulla base di ciò sarebbe banale, un libro può essere contemporaneo e scritto male allo stesso tempo, ma per quanto riguarda l’opera di Benni, questo non è assolutamente il caso.  

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