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Spazio, ultima frontiera. Nuove scoperte dalle stelle

Scritto da il 25 Novembre 2020

Soundtrack consigliata per la lettura: “Space Oddity – David Bowie”

Per gli appassionati dell’Universo e gli studiosi del settore, questo è stato un anno denso di scoperte affascinanti. Persino chi abita in città sente l’impulso di alzare gli occhi al cielo per godere della bellezza del cielo stellato. In questi giorni, i pianeti del Sistema Solare sono tutti visibili nel cielo notturno, alcuni osservabili ad occhio nudo, altri soltanto con la strumentazione del caso.

Ma quali sono le scoperte più recenti? Ne abbiamo raccolta qualcuna, con un filo conduttore particolare: tutte queste notizie sono state svolte in collaborazione o, in alcuni casi, completamente da ricercatori e astrofili italiani!

Lampi radio dalla Via Lattea

Il 28 aprile di quest’anno, i radiotelescopi Chime – Canada – e Stare2 – America – hanno captato un lampo radio veloce, o FBR, intercettati proprio nella Via Lattea. Il segnale proviene da una Magnetar – da magnetic star, stella magnetica -, una stella di neutroni, che il telescopio cinese Fast ha identificato con SGR1935+2154. Questa Magnetar è situata nella nostra galassia, più precisamente nella costellazione della Volpetta, a circa 30mila anni luce dalla Terra. La scoperta, coordinata dall’italiano Daniele Michilli dell’università Canadese McGill, è stata pubblicata sulla rivista Nature in tre articoli dettagliati.

Questi segnali sono lampi di onde radio, della durata di pochi millisecondi e, generalmente, arrivano dallo spazio profondo, da galassie lontanissime. La difficoltà è quindi tracciarne l’origine, ancora controversa. Questo studio, tuttavia, sembra confermare una delle teorie strutturate di recente, che vede come probabile fonte FBR proprio le Magnetar.

Una potente Magnetar dalla Via Lattea fa luce sull’origine dei FBR

Un nuovo sistema binario

La seconda scoperta con firma italiana riguarda un sistema binario. In Astronomia, un sistema binario è formato da due oggetti così vicini tra loro da essere legati dalla reciproca attrazione gravitazionale. Di solito si tratta di stelle, ma anche pianeti, asteroidi o galassi possono essere “doppi”. La coppia più famosa è sicuramente Sirio, con la sua gemella nana bianca SirioB.

I gruppi Astrofili italiani che hanno effettuato la scoperta sono Palidoro – Fiumicino, Galileo Galilei – Tarquinia, insieme all’osservatorio Astronomico Nastro Verde – Sorrento e al telescopio remoto UAI – unione Astrofili Italiani – a Castigione del Lago.
Hanno scoperto un sistema binario situato nella costellazione dell’Auriga, a 2.100 anni luce circa da noi. E’ la terza scoperta del genere che i gruppi Astrofili portano a casa. Quest’ultima, nominata Gunvag3, è stata prontamente confermata a livello mondiale dall’Aavso – American Association of Variable Star Observers.

Un nuovo sistema binario di nane bianche

L’asteroide “gemello della Luna”

Si muove nella scia di Marte ed è stato scoperto nel 1998. 1998VF31 è un asteroide, ma ha fatto di nuovo parlare di se’ grazie alle nuove analisi compiute sulla sua composizione.
Gli studi, coordinati dall’Osservatorio di Armagh – Irlanda del Nord – cui hanno partecipato gli esperti dell’INAF di Torino e Arceti, hanno portato ad affascinanti, nuove ipotesi su questo corpo celeste.

Analisi spettrografica alla mano, infatti, i ricercatori hanno scoperto che la composizione dell’asteroide “sembra ricalcare quello di alcune porzioni della Luna terrestre, dove il letto roccioso è esposto, come in corrispondenza di montagne e crateri”. Con queste parole, Gailin Borisov dell’osservatorio di Armagh, introduce le varie ipotesi che si sono sviluppate attorno all’asteriode. La prima, sicuramente la più poetica, è quella che vede l’asteroide come un frammento della nostra luna, staccatosi dalla superficie dopo un impatto avvenuto in tempi remoti e intrappolato dall’orbita marziana.
Eppure, la somiglianza spettrografica con la Luna potrebbe essere dovuta al altri fattori, ad esempio l’esposizione alle radiazioni solari e al clima spaziale.
L’ultima ipotesi lo vuole come figlio di Marte. L’asteroide, infatti, oltre a somigliare alla nostra Luna, è ricchissimo di Pirosseno, un minearale presente nello strato esterno della crosta marziana.

Un asteroide proveniente da Marte potrebbe essere una reliquia della Luna

L’esplorazione dello spazio e la comprensione dell’Universo sono sicuramente una grande sfida per noi. La nuova frontiera della ricerca spaziale si allarga sempre di più e, come insegnano le scoperte compiute dagli Astrofili, chiunque può contribuire, a modo suo.

Link
https://it.wikipedia.org/wiki/Magnetar (Magnetar)
https://www.astronomia.com/2016/01/30/la-costellazione-della-volpe/ (Volpetta)
https://it.wikipedia.org/wiki/Sirio (Sirio e sirio b)
https://it.wikipedia.org/wiki/Spettroscopia


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