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I sogni spiegati da Freud

Scritto da il 9 Febbraio 2017

Che cos’è un sogno?

Per i più fantasiosi, probabilmente è un’occasione per fuggire dalla realtà e passare un po’ di tempo in un mondo idilliaco, bizzarro o surreale; qualcuno più “romantico” invece potrebbe averne una visione diversa, che ciò che sogna sia il proprio destino, qualcosa da cercare di perseguire con tutte le sue forze nella vita reale.  E ancora, secondo William Shakespeare, un sogno rappresenta l’essenza degli uomini, come afferma nel celebre verso della Tempesta: “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”.
E dal punto di vista scientifico, invece?

Innanzitutto, occorre fare una piccola ma necessaria premessa:
“Stanotte ho fatto un sogno assurdo, ma tanto non ha alcun significato. Mah, avrò mangiato troppo pesante…”
“Era solo un sogno, dopotutto”
Prendete per un istante queste frasi che sicuramente avrete detto almeno  una volta nella vita, ed entrate nell’ottica che durante la lettura di questo articolo sono assolutamente bandite, da considerarsi vere e proprie eresie.

L’argomento di cui si sta trattando non va affatto preso con superficialità, in quanto è molto più profondo ed articolato di quanto sembri: andandosi ad addentrare nello studio dei sogni, si  accede ad un mondo complesso ed estremamente affascinante.
Impossibile non affidarsi al maggiore esponente in questo ambito, ovvero a Sigmund Freud, nella ricerca di una soddisfacente risposta su cosa sia un sogno e che significato abbia: egli ci ha infatti lasciato un’opera, intitolata “Interpretazione dei sogni”, dove vengono esposte le sue teorie in materia di rappresentazioni oniriche (solo un modo più tecnico per dire “sogni”).
Freud esordisce definendo ciascun lavoro onirico come la soddisfazione di un desiderio.
In effetti, persino il sogno apparentemente più triste, negativo, stravagante, è in realtà l’appagamento del volere dell’Inconscio, a cui preme esprimere i ricordi, talvolta traumatici o dolorosi, che conserva ogni giorno dentro di sé come se fosse un polveroso cassetto nascosto in profondità nella mente umana.
Tutto questo finché, per l’appunto, non riesce a farli riaffiorare in maniera alterata durante la fase REM, cioè quell’arco di tempo in cui vengono prodotti i sogni stessi.
Il motivo per cui essi appaiono in maniera celata, di difficile –ma non impossibile- interpretazione  è piuttosto semplice: l’Io, che per semplicità potrebbe essere considerato la “sentinella” della mente, tende a censurare tutti gli elementi che l’Inconscio desidera far riemergere, sebbene nel sonno questa censura si allenti un po’. L’unione di questo fatto con l’atto di modifica del ricordo in questione che l’Inconscio fa per “eludere” la vigilanza dell’Io dà come risultato la produzione delle rappresentazioni oniriche.

Questa teoria appena esposta nella maniera più semplificata possibile è stata in realtà spogliata delle sfaccettature che la rendono così bella e degli intriganti ragionamenti che nel libro di Freud vengono spiegati in maniera davvero chiara e scorrevole: non serve essere luminari della psicologia per comprendere i concetti contenuti in quest’opera, che è assolutamente alla portata di tutti coloro che abbiano un pizzico di curiosità e di voglia di andare oltre le apparenze.


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