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Shaggy: dai marines a Mr. Boombastic

Scritto da il 22 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Angel” – Shaggy

Se pensate a Shaggy cosa vi viene in mente? Mr. Boombastic, Mr. Lover Lover, diranno i disattenti. Come se Shaggy fosse solo questo. Sicuramente Boombastic fu una hit che lo rese famosissimo nel 1995, che lo fece conoscere in tutto il mondo e non solo, fu uno dei primi brani a diventare popolare grazie alla tv.

Ma, Shaggy è molto di più. È un artista fusion reggae giamaicano-americano. Un artista poliedrico, dal timbro di voce invidiabile.

Shaggy
Shaggy

Il suo vero nome è Orville Richard Burrell e deve il suo nome d’arte agli amici, che da sempre associano la sua figura a quella del personaggio Norville “Shaggy” Rogers, del cartone animato Scooby Doo.

Durante la sua carriera, Shaggy ha lavorato come musicista, cantautore e deejay. Da sempre molto interessato ai corsi di canto, decise però di arruolarsi nei marines e prese servizio in Arabia Saudita durante la guerra del Golfo Persico. In questo periodo perfezionò la sua voce, lasciò l’esercito e iniziò la carriera di cantante.

Dopo numerose hit internazionali, Shaggy ha fondato un’associazione che aiuta gli ospedali giamaicani. 

Da anni organizza concerti chiamati Shaggy & friends per raccogliere fondi, coinvolgendo personaggi di spicco della discografia americana.

Shaggy
Copertina dell’album 44/876 Sting&Shaggy

Da questa campagna ha preso vita nel 2018 la collaborazione con Sting da cui ne è nato l’album 44/876, ispirato alla musica e alla cultura Giamaicana. La canzone d’apertura Don’t Make Me Wait, è stata presentata per la prima volta dal vivo proprio in Giamaica durante l’evento di beneficienza. Nello stesso anno la canzone venne portata anche al Festival di Sanremo.

Ascoltare Shaggy è sempre un piacere

Non so se vi è mai capitato -prima del Covid19- di andare a ballare nelle dancehall. Durante le serate si alternano le storiche tracce della musica reggae con il raggamuffin, la dub, la contemporary R&B, il reggaeton fino ad arrivare allo ska.

Per i profani, la dancehall è un evento musicale che nasce in Giamaica tra gli anni 1950 e 1960, che vede il sound system suonare dal vivo i dischi. Il selecter sceglie i dischi da suonare e il DJ fa toasting, un po’ parla un po’ canta, improvvisando sulle basi. Fu da sempre molto importante come fenomeno poiché in questo tipo di eventi i produttori testavano sul pubblico i nuovi brani musicali appena realizzati e decidevano, in base alla reazione del pubblico, se questi fossero destinati al successo o meno. Da quegli anni in poi è sempre stato un evento molto apprezzato, non solo per ballare, ma anche per confrontarsi.

Quando il selecter sceglie un suo brano, dal più romantico Angel, al più ballabile Habibi (I need your love), al più pop It Wasn’t Me, il pubblico è felice, balla, canta e nessuno riesce a stare fermo. Avete idea di cosa può succedere lì dentro quando risuona Hey Sexy Lady?

L’ultimo regalo che Shaggy ha fatto ai suoi fan è stato Hot Shot 2020, album che contiene le versioni aggiornate dei suoi successi e alcuni inediti. È uscito a 20 anni dal suo iconico Hot Shot: «Quel disco è stato un lavoro monumentale, per la dancehall e per me. Ho voluto festeggiare facendo un lifting a dei pezzi che girano ancora in radio e che ora vengono ascoltati da ragazzi che 20 anni fa non erano neanche nati», racconta il cantante dopo l’uscita del 10 luglio.

Buon compleanno Shaggy, alla prossima hit!


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