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Gigi Proietti, addio al Re di Roma e del Teatro italiano

Scritto da il 2 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Nun je da retta Roma” – Gigi Proietti

Scomparso a Roma, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, il mattatore del teatro italiano Gigi Proietti.

Oggi la capitale si è svegliata con una brutta sensazione addosso. Agitazione, tumulto, una tensione strisciante, di quelle che non fanno dormire.
E, alle prime ore dell’alba, sotto un cielo indefinito, è arrivata la notizia che mai avremmo voluto ricevere. Gigi Proietti, uno dei pilastri assoluti del Teatro italiano, un Maestro indiscusso per generazioni intere, ci ha lasciati.
Proprio nel giorno della commemorazione dei defunti.
Proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno.
Una sorte beffarda.

Che fosse burlone era noto a tutti, ma questo è sembrato davvero un bruttissimo scherzo del destino.

Era ricoverato da giorni in una clinica romana per accertamenti. E proprio ieri è stato colpito da un grave scompenso cardiaco. Da subito le sue condizioni sono apparse molto serie e nella notte sono rimbalzate le notizie su tutte le testate, sui magazine e su ogni tg lasciando col fiato sospeso tutti coloro che lo hanno amato.
E sono una moltitudine infinita.
Perché Gigi era uno di quei personaggi che non si poteva non amare. Oltre 50 anni di successi straordinari, di sorrisi dispensati a tutti, di infinita generosità artistica.

Il palcoscenico, la sua casa


Il Teatro è stato la sua casa da sempre, il velluto rosso del sipario, le tavole di legno del palcoscenico, la platea sempre gremita. E la sua voce potente, la sua risata, le sue braccia aperte ad accogliere gli applausi.
Un istrione impareggiabile a cui solo la scena ha saputo dare la dimensione più degna della sua grandezza.
Affabulatore, trasformista, dalla mimica facciale che raccontava la sua anima senza bisogno di parole.

Al cuore di tutti


Memorabile in qualsiasi ruolo si sia calato, ma non solo sul palcoscenico, quanto anche nella fiction e nel cinema.
Superfluo elencare uno dopo l’altro tutti i personaggi che lo hanno reso celebre e lo hanno consacrato al grande pubblico.
Un pubblico sconfinato, di qualsiasi età, di qualsiasi estrazione culturale e sociale.
Gigi è stato in grado di arrivare a tutti con la sua diretta semplicità che affondava le radici, però, nel suo stile eccelso, nella sua tecnica, nella sua signorilità e in una sapienza artistica senza pari.
Dalla sua costola di grande mattatore -aggettivo riservato prima di lui solo ad un altro gigante, Vittorio Gassman- sono nati artisti di gran livello quali Enrico Brignano, Flavio Insinna, Rodolfo Laganà, Paola Tiziana Cruciani, Massimo Wertmuller e tantissimi altri. Il suo Laboratorio di arti sceniche a Roma è stato una fucina creativa davvero fervida, segno della sua forte volontà di trasmettere il suo sapere e il suo fuoco potente.

Gigi Proietti e Vittorio Gassman

“Ringraziamo Iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel Teatro si replica tutte le sere”.

Gigi Proietti

Uomo eccezionale, un fuoriclasse sotto ogni punto di vista, carismatico, dalla presenza scenica imponente e col cuore di un gigante.

Un cuore talmente ricco, che ha battuto sempre forte. Così forte che se lo è portato via. Per il tanto amore, per la tanta passione, per la totalità con cui ha amato ciò che faceva e con cui si è donato.

All’arte, al Teatro, alla vita.

Buon compleanno e addio, grande Re di Roma!


Opinione dei lettori
  1. Mario Rossi   Di   3 Novembre 2020 alle 8:33

    Brava Valentina, il tuo articolo mi piace. Il mio commento: “Grande e’ dire poco”. A me quello che più mi ha colpito di Gigi, e’ stata l’umanita’, e l’umilta’ che era capace di mettere nei suoi personaggi. La ciliegina sulla torta poi,era il suo volto, capace di esprimersi anche senza parlare. Espressioni per lo più goliardiche oltre naturalmente a tante altre, dalla più divertente, alla piu’seria. Un espressione direi di attore d’altri tempi. Chiudo semplicemente dicendo: “Grazie Gigi per le serene ore passate insieme a te.

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