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Sanremo giovanissimo: Wrongonyou spicca il volo

Scritto da il 22 Febbraio 2021

La storia di Wrongonyou è una storia di cadute -dovute agli infortuni che stroncano un’ottima carriera sportiva- e di rivalsa. Ora finalista di Sanremo Giovani con Lezioni di Volo, che anticipa il nuovo album Sono io, è pronto con il suo aeroplano di carta ad atterrare sul palco dell’Ariston. Voicebookradio.com ha presieduto alla sua conferenza stampa, che si è svolta su Zoom dalla Santeria Social Club di Milano.

Wrongonyou racconta come il suo brano e il suo nuovo disco sono il culmine di un percorso intenso. Una ricerca che si è rafforzata nel periodo di lockdown e lo ha spinto a mettersi a nudo, ad abbandonare l’armatura dell’inglese per raccontarsi in italiano. Un volo coraggioso e necessario:”Ho capito che la libertà è una delle cose più belle”.

Il suo è uno stile che imbraccia le influenze folk di Bon Iver alla tradizione italiana, con un uso massiccio e piuttosto inedito nel panorama nostrano del vocoder. Una cifra stilistica e non un’altra corazza da abbandonare, ci tiene a sottolineare alla mia domanda.

”Nel disco c’è meno della metà di quanto ne volevo io, è stato molto asciugato per non coprire tutto. È un gusto stilistico, mi diverte ed è diventato un po’ una firma […] secondo me è interessante il connubio con l’italiano: non l’ha fatto nessuno, penso, mi andava di portarlo nel cantato senza abusarne”. 

“Non scappare che mi perdo da solo/ma puoi darmi lezioni di volo”

Lezioni di volo, come Marco racconta, è nata in parte nel periodo di lockdown. Una canzone arrivata al momento giusto che è stata una terapia innanzitutto per lui, ma spera anche per chi l’ascolterà. Non bisogna avere paura di sentirsi liberi e di lanciarsi, anche in un periodo di fermo. “Ho macinato chilometri e ho preso tanti aerei, ma solo nell’ultimo anno ho capito come imparare a volare”.

Una sfida personale che su quel palco spera di diventare collettiva, in cui per la prima volta abbatte le barriere linguistiche per indossare anche le incertezze. 

La sua paura più grande per Sanremo? Inciampare quando arriva al microfono e diventare un meme vivente. Per questo porterà sempre con sé la sua chitarra:”È la mia armatura per proteggermi, c’è sempre il panico della diretta”. 

Con i suoi colleghi delle Nuove Proposte si è creata una bella intesa, complice il clima di complicità e supporto reciproco in un anno dove l’Ariston è l’unico trampolino di lancio. Si son anche fatti un gruppo Whatsapp dove prima si chiamavano “I tamponati” e ora si chiamano “I sopravvissuti”.  Il brano più interessante tra i Giovani? Quello di Folcast. “Lo canticchio, ha una bella evoluzione melodica”.

Lezioni di Volo non è che il trampolino di lancio per Sono io, in uscita il 12 marzo. Una vera e propria dichiarazione di intenti: Wrongonyou si mostra così, con sincerità e consapevolezza. E a noi piace. 

Leggi anche – Sanremo giovanissimo: di pagelle e palchi futuristici


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