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Romulus: la nascita di Roma tra storia e leggenda

Scritto da il 13 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Shout” – Elisa

Il mito di Romolo, Remo e la Lupa si fonde alla logica storica della creazione di Roma, partendo dal transito e la mutazione delle trenta tribù del Lazio, arrivando all’istituzione della città eterna: Romulus, una serie tv prodotta da Matteo Rovere, è disponibile già dal 6 Novembre su Sky.

La nascita di Roma

C’è stato davvero un fratricidio dietro la fondazione di Roma? Oppure è mera leggenda, tramandata durante l’età imperiale? Tutto ebbe inizio nell’ottavo secolo a.C. Le acque del Tevere iniziarono a fermarsi sotto i colli e formarono una palude, dove soggiunse una piccola cesta con all’interno due bambini: Romolo e Remo.

La leggenda narra che i due gemelli vennero allattati da una lupa, la quale aveva la sua tana sulle pendici del Palatino, e sentendoli piangere, corse verso di loro. Spinta dal senso materno, iniziò ad accudirli ed uno di loro divenne poi il fondatore di Roma, la grande città eterna.

Tito Livio racconta: “Romolo occupò il Palatino e Remo l’Aventino. Essendo gemelli, la scelta spettava agli dèi tramite il volo degli uccelli. Fu così che a Remo comparirono nel cielo sei avvoltoi, mentre a Romolo il doppio dei suoi.”

Che sia stata davvero la profezia a dare i natali a Roma? Con certezza sappiamo che Romolo prese gli auguri, gettò un’asta dal colle Aventino al Palatino. Né uscì fuori un buon auspicio, perché si creò una fronda che di seguito divenne un’albero. Ed iniziò così il rito di fondazione della città.

Romolo scavò una fossa, vi depose le primizie: accolse la terra natale degli abitanti, mescolandola e ponendo su di essa un altare, iniziando successivamente a tracciare dei confini. Creò un solco lungo il perimetro della città, costruendo poi delle mura, e si concluse così il primo atto della fondazione.

I conflitti tra i due gemelli rimasero ancora aperti, e per prendersi beffa del fratello, Remo decise di scavalcare il perimetro per uscire da Roma, ma la legge lo vietava severamente. La storia finì con un fratricidio, così Romolo divenne a tutti gli effetti fondatore e comandante della città.

Il Ratto delle Sabine

Innalzate le mura, costruiti i confini, istituito un senato diretto dai patrizi, cento cittadini presi in carico per svolgere il loro mestiere, si venne a creare un problema essenziale per la definitiva fondazione della Città: l’assenza di donne.

I popoli limitrofi, i vicini Sabini in particolar modo, si rifiutavano di concedere le loro figlie ai cittadini romani, così Romolo aguzzò l’ingegno e propose un’idea un poco maschilista.

Convocò gli abitanti sabini all’interno della città per una festa popolare, così da poter creare un’atmosfera civile, di allenza e di prosperità, finché giunse un momento a dir poco sconveniente: Romolo fece un gesto d’iniziazione rivolto agli uomini, sia nobili che poveri, così da accalappiare le donne, iniziando a rincorrerle, per poi costringerle a sposarle, e concepire con esse i futuri cittadini romani.

Venne stabilita poi la pace, tra i due popoli, tramite le donne sabine che annunciarono di aspettare i nascituri, i quali avrebbero dato origine senza tregua ad una città eterna come Roma.

Roma o Amor?

Abbiamo due versioni sull’etimologia della parola Roma. Essa deriva da colui che ha messo le radici. Colui che gli ha dato voce a perdifiato per ergerla a dovere, scavando con le sue mani per crearla e governarla. Ma compare un’altra versione a riguardo, perché la tradizione romantica tramanda che Roma avesse un altro nome in codice, da tener nascosto ai nemici, i quali pronunciandolo avrebbero lanciato delle maledizioni.

La leggenda vuole che sia Amor, leggendo Roma al contrario. Come per Amor, due vecchi abitanti del villaggio, appartenenti ad una delle trenta tribù del Lazio, si presero cura dei due gemelli. E così, oltre ciò che narra la leggenda, si racconta sia nata Roma. Questo ne fu il principio.

Non perdendoci l’ultima fuocosa serie di Rovere, andiamo finalmente a scavare nel cuore tenebroso, sanguinoso e leale di Roma e della sua storia raccontata in vari episodi.

 I protagonisti di Romulus sono l’erede al trono di Alba Longa Yemos, lo schiavo coraggioso Wiros e la vestale Ilia. Tre giovani timorati degli dèi e della natura, scossi da un passato di morte, solitudine e violenza, che nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta scopriranno di poter essere artefici, e non più vittime, del proprio destino, in un mondo brutale in cui tutto è apparentemente sacro.


Opinione dei lettori
  1. Marilena   Di   13 Novembre 2020 alle 9:12

    Incredibile. Ero indecisa adesso con il tuo articolo, oltre alle mille informazioni in più ho deciso che devo vederlo a tutti i costi!

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