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Romanzo Criminale: storia di un’utopia

Scritto da il 14 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Tutto il resto è noia” – Franco Califano

Amiche ed amici di voicebookradio.com bentrovati ad un nuovo appuntamento con la rubrica che mette a confronto film e serie tv accomunate dallo stesso soggetto.

Dopo Suburra e Gomorra, quest’oggi ultimiamo l’analisi del trittico crime all’italiana con la sua produzione più riuscita: Romanzo Criminale.

Romanzo Criminale, il film

Distribuito nel 2005 per la regia di Michele Placido, Romanzo descrive dettagliatamente le vicende della Banda della Magliana e le parabole tragiche delle vite dei tre leader.

La narrazione delle gesta del Libanese, del Freddo e del Dandi, inizia nella notte in cui si battezzano con i loro “nomi da battaglia” dopo un furto di automobile che li vedrà malmenati dalla Polizia.

A questo preambolo segue freneticamente l’intera epopea della Banda della Magliana, dalla sua nascita a seguito del rapimento del Barone Rosellini al suo sgretolamento dopo la morte del Libano, con ogni componente più preoccupato delle proprie tasche che di qualsivoglia rapporto con i vecchi sodali.

Seppur in un tempo limitato, il film riesce magistralmente a descrivere il rapporto fraterno e la complicità che anima inizialmente i tre protagonisti.

Il deteriorarsi di questo rapporto, a causa dell’arroganza del Libano, dell’improvviso amore del Freddo e dell’invidia del Dandi porterà la Banda ad autodistruggersi in un vortice di sangue inesorabile.

Romanzo Criminale, la serie

Nonostante il film sia oggettivamente di ottima fattura, Romanzo Criminale sarà inesorabilmente legato al suo adattamento seriale, prodotto tra il 2008 e il 2010. Romanzo Criminale, infatti, è stato più che una serie un vero e proprio cult.

Le interpretazioni di Francesco Montanari (Libano), Vinicio Marchioni (Freddo) e Alessandro Roja (Dandi) hanno dato vita a dei personaggi immortali confezionando un’epopea travolgente.

Ciò che è interessante, confrontando serie e film, è che determinate scene risultano quasi sovrapponibili nella loro costruzione. A cambiare, evidentemente, è il tempo della narrazione: laddove il film per necessità “corre”, la serie “passeggia”.

La prima stagione, per distacco la più amata dai fan, racconta nel dettaglio la genesi nella Banda, quasi fosse un romanzo di formazione.

Una scena epica (con alcune battute identiche a quelle cinematografiche) e uno slogan che ha fomentato una generazione di romani (e non) intera

Il Finale di stagione, con la Banda riunita sotto casa del Libano a vegliare l’amico scomparso, è foriero di brutte notizie, per gli amanti della serie.

La seconda serie, infatti, ha tempo di approfondire i legami sentimentali e psicologici tra i superstiti della Banda nella loro inevitabile discesa verso l’abisso.

Romanzo Criminale avrà sempre un fascino irresistibile: quello di un gruppo di amici che crede in un’utopia e non è disposto ad accordi di comodo per renderla possibile.


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