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Rivoluzione social networks: la dominazione delle storie

Scritto da il 23 Febbraio 2017

Whatsapp-rivoluzione mediatica: arrivano le storieSe lo aspettavano in pochi, o forse nessuno.
Prima sono arrivate le storie di Snapchat, poi quelle di Instagram, Facebook recentemente e da ieri, 22 febbraio 2017, anche Whatsapp è entrato a far parte della grande famiglia ‘Storie’.

Whatsapp nasce nel 2009 dalle menti di Jan Koum e Brian Acton, due ex impiegati della società informatica Yahoo! Da allora è stata una continua ascesa verso la vetta del successo, arrivando Il 1º febbraio 2016 a raggiungere 1 miliardo di utenti.
Nel San Valentino di tre anni fa, la società è stata comprata da Facebook, seguendo a ruota la tanto amata applicazione Instagram.
Il dominio di Facebook, però, sta rivoluzionando non poco i social network più utilizzati: Instagram, da pochissimo, è arrivato ad offrire l’opzione di condividere più di uno scatto fotografico (10 massimo), omologandosi a Facebook con i cosiddetti album fotografici.

E adesso anche Whatsapp, strumento di ‘socializzazione’ di massa per eccellenza, non avrà più lo stato con la solita frase rappresentativa ma bisogna parlare di aggiornamenti di stato.
Questi stati comprendono foto, video e gif animate che sono visibili, come negli altri social, solamente per 24 ore.
La società spiega: “È possibile rispondere privatamente ai propri amici e controllare chi vede gli aggiornamenti di stato personali. Tutti gli aggiornamenti scompariranno dopo 24 ore. E così come accade per gli altri messaggi è possibile applicare la funzione ‘silenzioso’ quando si preferisce.”
Per vedere quante persone lo hanno visualizzato basta cliccare nella pagina Stato di WhatsApp, selezionare “Il mio Stato e accedere alla pagina delle visualizzazioni.

Whatsapp-rivoluzione mediatica: arrivano le storieDobbiamo ricordarci, però, che stiamo parlando non di amici, non di followers ma di contatti telefonici.
E se non voglio rendere pubblici i miei stati? Se voglio fare una foto al mio libro di storia tranquillamente senza avere la paura che venga vista dal mio prof? E i colleghi di lavoro?
Come è possibile selezionare i contatti che possono visualizzare i miei stati?
C’è l’opzione Privacy dello Stato (Privacy per gli iPhone) che permette di decidere con quali numeri condividere i propri aggiornamenti e quali escludere.

Insomma, dovremmo aspettarci altre novità in casa Facebook?
Il colmo potrebbe essere l’acquisto anche di Twitter che, per ora, rimane sulle sue continuando ad avere le proprie caratteristiche e la propria ‘intimità.’


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