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Riprende vita la follia dei colori di van Gogh

Scritto da il 16 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Girasoli” – Emanuele Aloia

La genialità e la potenza folle del pittore olandese Vincent van Gogh verranno svelati sul web, a partire già dal 9 Novembre, grazie all’impresa di Marco Goldin, curatore della mosta padovana van Gogh e dal compositore e pianista Remo Anzovino.

Il legame indissolubile con Paul Gauguin:

Il sogno primordiale di Vincent van Gogh era far nascere un’utopistica comunità d’artisti. Conosce Gauguin, il quale alla fine della sua carriera va in banca rotta e vende alcuni dei suoi quadri ai fratelli van Gogh. I due accettano e inizia un lungo periodo di affiancamento, braccio a braccio.

Il pittore olandese puntava ad un’arte consolatoria, contemporanea, mentre l’artista francese P. Gauguin non era d’accordo. Il loro è un rapporto controverso e sono sempre in totale disaccordo, cosicché van Gogh si trasferisce nel sud della Francia, concentrandosi sulla campagna.

Con Gauguin dapprima si instaura un rapporto di profonda rivalità fra i due dopo l’incontro in una casa nel sud della Francia nel 1888, che scaturisce poi in una collaborazione, fatta di scambi proficui e profondi sull’arte.

Di lì a breve accade un episodio inquietante che mette termine quasi subito al loro progetto artistico appena nato, poiché Vincent compie un gesto paradossale ferendosi ad un orecchio per procurarsi coscientemente dolore. Gauguin tornato a casa, rimane scioccato dall’evento e pone fine al loro sodalizio. Eppure da quel momento in poi, pur non lavorando insieme, saranno legati indissolubilmente. Per sempre.

Una coppia turbolenta, diversi nell’espressione dell’arte e nel carattere, eppure trasformarono e plasmarono in poco tempo una corrente moderna che tutt’ora si osserva con grande meraviglia.

Gauguin e van Gogh

L’animo irrequieto di van Gogh:

Un’artista con una spiccata sensibilità ed emotività che entra in netto contrasto con l’egoismo di Gauguin. Vincent è un adulto rinchiuso nel corpo di un bambino che porta le cicatrici di un passato traumatico e di abbandono, però questo scatena in lui un riscatto variopinto ed eccelso nelle opere d’arte.

E’ una persona intensa e, quando decide di abbracciare una causa, impegna tutto sé stesso, intensamente. Diventa un mercante d’arte, ben presto, ma non per vendere i suoi risultati artistici, bensì per divulgare e parlare dell’arte, nel suo significato più profondo. Il suo sogno é trasmettere ciò che vede per poi riportarlo su tela. Una tela variopinta di colori.

Il divario della vita di van Gogh, tra fede e pittura:

Il destino dell’uomo non è essere felice, ma realizzare grandi cose per essere felice. Realizzarle per l’umanità” scrive questo al fratello Theo, mentre é in viaggio per cercare il suo posto nel mondo.

Vuole dare senso alla sua vita e così, dopo aver concluso una tormentata storia d’amore con una prostituta francese, decide di darsi alla vocazione religiosa. Vincent è un uomo innamorato dell’amore, oltre ad essere vulnerabile e, ad ogni piccolo accenno d’affetto ricevuto da una donna, lui se ne innamora. Così decide di scappare da sé stesso e cambiare il mondo. Però, ogni volta pretende di cambiarlo davvero, il mondo, ma purtroppo continua ad essere un continuo fallimento, perché la sua impresa è in effetti irreale, proprio come la sua vita.

L’impulsività della sua arte e della vita:

Mio caro Theo, sono un uomo passionale. Capace di fare pazzie e vorrei farne buon uso di queste violente passioni. Ho un impulso esplosivo per l’arte e per la vita. Per sempre tuo, Vincent“.

Vincent van Gogh, lettera al fratello Theo

Nel 1879 decide di allontanarsi dalla religione, pur non perdendo il suo Credo e finalmente ritorna alla pittura: il suo unico obiettivo. Intraprende la carriera di pittore. Impara la tecnica e lavora insieme ad altri studenti d’arte. Ma vuole esprimere la durezza contadina nelle sue opere.

A Parigi, durante i primordi della sua attività artistica, i suoi lavori vengono rifiutati poiché non considerati all’altezza delle opere d’avanguardia moderna del periodo, ma lui, ostinato nell’intento di combattere la sua battaglia d’arte, disdegna la critica affermando che nella sua arte dovesse comparire il realismo e nient’altro.

Così si congiunge con il fratello Theo e iniziano un rapporto d’affari. Vincent van Gogh rimane colpito dalle prime mostre impressioniste di Degas e Gauguin e decide di concretizzare un altro suo obiettivo: diventare il miglior colorista di tutti i tempi.

Continuando a sperimentare trova quello che sta cercando: pace ed ispirazione. Comincia a dipingere con grande intensità, con colori aspri e liquidi. Vuole creare una vera e propria corrente d’arte che si possa basare solo ed esclusivamente sul colore, esprimendo la sua vena artistica personale.

Vincent viene criticato perché la sua arte, per quanto sublime, è frettolosa e meticolosa, proprio come lo è la sua personalità. Eppure lui sostiene e ripete a gran voce sempre la solita affermazione “bisogna poter battere il ferro quand’è caldo, altrimenti l’arte appassisce, come l’amore per una donna, se non viene espresso al momento e coltivato poi“.

In questo 2020 i colori di van Gogh finalmente tornano a rivivere, quindi, in digitale in questa mostra padovana. La prima puntata sarà divisa in tre parti e vedrà protagonista le lettere inviate dal pittore al fratello Theo, scritte nella seconda metà del 1888. Le puntate successive sono previste nei lunedì seguenti: il 16, il 23 e il 30 e saranno dedicate agli amici di van Gogh ad Arles.

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