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Rino Gaetano, caustico cantautore del nonsense

Scritto da il 29 Ottobre 2019

Il 29 ottobre 1950 nasceva il cantautore Rino Gaetano, voce politica degli anni ‘70 che tra le viole che sfiorivano e il tempo che correva, con caustici versi si prendeva gioco del corrotto panorama italiano in quel decennio di lotte e bugie, nell’attesa che un cielo sempre più blu, uguale per tutti, sarebbe tornato a splendere.

La voce rauca, e l’ironia sono i tratti fondamentali di una genialità ascrivibile a schemi che lui stesso rompeva e ricostruiva ricucendoli sul suo personaggio, mai banale e irridente, ma deriso e inascoltato da chi oltre a quelle frasi apparentemente scollegate e nonsense, non sapeva guardare.

Elenchi, nomi, narrazioni che sembrano flussi di coscienza costruiti su accordi altrettanto semplici, ben ritmati, pronti a rimanere nella testa dell’ascoltatore che segue la litania di una grande storia, raccontata con voce struggente di chi poi sarebbe stato vittima dello stesso sistema che combatteva.

La verità di Rino Gaetano, nascosta tra i versi colti fatti di letteratura e storia, è raccontata attraverso quello scetticismo metodologico, arma di aspra critica, che negli anni dopo la sua morte fa dei suoi testi ancora testimonianza di forte attualità.

Dall’esordio nel folkstudio appena diciannovenne, il flop del primo album, la svolta nel ’75 con Il cielo è sempre più blu, gli anni del successo con Mio fratello è figlio unico (1976), fino a Resta vile maschio dove vai (1979) la sua produzione è concentrata nell’arco di quattro fervidi anni in un climax ascendente di rivolta, in cui la parola d’ordine è guardare oltre.

La sua carriera conta collaborazioni importanti, tra cui Mogol, e la conoscenza nel fervido panorama italiano dei grandi cantautori del momento, Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Stefano Rosso, Sergio Caputo, Grazia Di Michele, Gianni Togni, Tullio De Piscopo.

In questo ambiente Rino Gaetano si fa riconoscere per il suo timbro unico e inimitabile. Il suo sguardo sarà così lucido da prevedere una morte in solitudine, abbandonato a sé stesso.

Qualche anno prima cantava in Quando Renzo morì io ero al bar, parole che si sono avverate nel terribile incidente che ha messo fine alla sua vita, ma non alle idee, perché le idee non muoiono, non sanguinano, si radicano nei suoi testi profondamente veri.

La strada era buia, s’andò al S. Camillo
e lì non l’accettarono forse per l’orario,
si pregò tutti i santi ma s’andò al S. Giovanni
e lì non lo vollero per lo sciopero.

Tra le sue canzoni più celebri ricordiamo:

Aida

Sulla scia dell’opera di Verdi, è la fotografia della storia d’Italia negli ultimi 70 anni, attraverso il personaggio di Aida, simbolo delle donne italiane dell’epoca che la canzone racconta, le mamme, le nonne, le fidanzate.

Ma il cielo è sempre più blu

Canzone che nella versione originale dura 8 minuti, ritrae l’Italia frammentata, in preda alle crescenti disuguaglianze, in cui la gioia di vivere è comunque presente. Il brano è stato oggetto di censura per frasi come “Chi tira la bomba, chi nasconde la mano”.

Gianna

La canzone che al festival del ’78 aveva rotto l’atmosfera placida dei versi d’amore, tra i taboo e rime cuore-amore tipicamente sanremesi. Gianna era fatta anche di sesso, amava, e gridava “evviva la vita”, e i giovani l’avevano eletta da subito paladina di una sessualità libera, figlia del ‘68.

Sfiorivano le viole

Quadro di un’avventura estiva, nell’orizzonte surreale tra il luccichio del mare e il sole cocente in cui si compie l’attesa dell’arrivo della ragazza amata.

Mio fratello è figlio unico

Inno all’espressione totalizzante dell’io, è l’elenco degli stereotipi di un uomo medio che segue le mode, da cui Mario, il protagonista, decide di affrancarsi e per questo viene isolato.

Nun te reggae più

Invettiva contro la classe politica, gli imprenditori, i calciatori, i giornalisti, in cui vengono citati nomi e cognomi dei personaggi a cui è diretta.

A mano a mano

Scritta e interpretata in origine da Cocciante, è divenuta celebre per l’interpretazione di Gaetano, che la libera dal tono cupo per conferire leggerezza. È la storia di un amore ormai finito che a mano a mano il tempo potrebbe far sempre risplendere. In occasione del 69esimo compleanno del cantautore ne è stato realizzato il videoclip.


Opinione dei lettori
  1. Marta   Di   30 Ottobre 2019 alle 0:43

    Non si potevano utilizzare parole migliori per descrivere un personaggio così importante e ancora oggi molto attuale. Un meraviglioso articolo, complimenti.

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