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Il Louvre riapre al pubblico: previste misure di distanziamento e calo di visitatori

Scritto da il 5 Luglio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano “Paris – The Chainsmokers”.

Domani, lunedì 6 luglio, dopo tre mesi di chiusura, il Louvre riaprirà finalmente le sue porte. Per l’occasione, ai nuovi visitatori sarà dedicata un’esperienza decisamente nuova, con l’adozione di tutte le misure di prevenzione necessarie. In linea con le direttive dell’Oms, sarà infatti obbligatoria la mascherina a partire dagli 11 anni e i visitatori dovranno arrivare essendone già in possesso, perché il museo non ne fornirà.

La visita sarà ‘a senso unico’ e all’ingresso sarà offerta una mappa dei circuiti da seguire, che saranno facoltativi solo in ​​caso di scarsa affluenza. Il museo potrà vendere sun massimo di 400 biglietti ogni mezz’ora e i responsabili hanno consigliato vivamente le prenotazioni online, poiché sarà probabilmente la sola formula per accedervi.

Circa il 30% delle sale sarà chiuso, incluso il secondo piano delle ali Sully e Richelieu, che includono una grande parte di dipinti provenienti dal Nord Europa e dalle collezioni francesi precedenti alla Rivoluzione. Saranno comunque accessibili 30.000 opere distribuite su 45.000 metri quadrati. Inoltre le aperture notturne al momento sono cancellate, ma durante l’estate sono previste alcune visite guidate.

In più, già verso fine giugno, il presidente e direttore del museo Jean-Luc Martinez, aveva ammesso in una conferenza stampa di prevedere dagli 8.000 ai 10.000 visitatori al giorno, ma senza essere sicuri di raggiungerli. Tanto che al 23 giugno, solo 12.000 persone avevano prenotato una visita per il mese di luglio e quasi nessuna prenotazione era stata fatta per il mese di agosto.”Non è disfattismo, ma un’osservazione. Nella migliore delle ipotesi, durante l’estate avremo dal 20 al 30% delle nostre solite presenze”, aveva aggiunto. Tuttavia un’affluenza minore al museo, solitamente preso d’assalto da 10 milioni di visitatori, di cui il 75% dei quali stranieri, sarà la fine di lunghe file e di occasioni di facile contagio. “Questa crisi sanitaria è un’opportunità per riconquistare un pubblico locale”, ha detto Martinez.

In ogni caso il Louvre non prevede di tornare alla normalità prima di tre anni. Nella sua lunga storia, lo stabilimento ha già sperimentato alti e bassi, tra cui un calo esorbitante di presenze dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 o quelli del 2015 e del 2016, eppure dopo qualche tempo il numero dei turisti è sempre risalito vertiginosamente. Tuttavia, essendo la pandemia un fenomeno globale, questa volta l’incertezza è molto più alta. Il museo ha già perso 40 milioni di euro dall’inizio dell’emergenza sanitaria e per ora per poter continuare dovrà fare affidamento sullo Stato, suo principale finanziatore con 90 milioni di euro all’anno.

Dunque non possiamo che augurarci che il museo parigino per eccellenza, dimora di migliaia di opere patrimonio dell’ arte europea e non solo, possa riprendersi in fretta e tornare a stupire milioni di visitatori, seppur con le giuste cautele.


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