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Rapper’s Delight: il brano che impose il rap a livello popolare

Scritto da il 16 Settembre 2019

Correva l’anno 1979 e l’eco della canzone Rapper’s Delight si propagava a ritmo funky nelle orecchie dell’america del Bronx . Era l’inizio del Rap e della cultura hip hop.

Gli anni ‘70 avevano visto serpeggiare per le strade quel codice tipico del rap che girava attraverso le cassette clandestine, scambiate tra i ragazzi. Di case discografiche si sarebbe parlato più tardi: quando i tempi sarebbero stati abbastanza maturi da portare questo genere di nicchia fuori dall’ambiente esclusivo della strada.

Infatti The Sugarhill gang fu notata da Sylvia Robinson, proprietaria della casa discografica della Sugarhill records. In tre giorni la gang registrò il pezzo sulla base di Good Times, degli Chic, e il 16 settembre Rapper’s Delight entrava in commercio.

15 minuti di avanguardia, segnati dai primi versi come la nascita dell’hip hop nell’immaginario collettivo:

I said a hip hop 
Hippie to the hippie 
The hip, hip a hop, and you don’t stop, a rock it out 

In America fu il boom di ascolti: la canzone raggiunse il 32esimo posto in classifica.

Tuttavia il primato del genere si deve a King Tim III della Fetblack band, rimasto eclissato per il poco successo suscitato tra il pubblico.

Eppure le canzoni vennero pubblicate a pochi mesi di distanza, ma la genialità di Sylvia Robinson fu proprio quella di utilizzare il successo di un brano Funky, uno dei generi per eccellenza degli anni ‘70.


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