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Quel formicaio che abbiamo in testa: come funziona la consapevolezza umana

Scritto da il 30 Marzo 2019

Per capire cosa sia la consapevolezza umana, dobbiamo pensare al cervello non come a un insieme di pezzi e di parti, ma al modo in cui questi componenti interagiscono tra loro. Per capire come delle singole parti si sommino per creare qualcosa più grande di loro, basta osservare un formicaio.

Grazie a milioni di membri della colonia, le formiche tagliafoglie coltivano il proprio cibo. Proprio come gli esseri umani, esse sono coltivatrici. Alcune di loro si allontanano dal nido in cerca di vegetazione fresca; quando la trovano, ne tagliano larghi pezzi e li trasportano nel nido. Tuttavia, le formiche non mangiano queste foglie, perchè operaie più piccole le masticano riducendole in pezzi ancora più piccoli, che usano come fertilizzante per coltivare dei funghi in vasti ‘orti’ sotterranei. Le formiche nutrono i funghi, che poi sbocciano in piccoli corpi fruttiferi, di cui gli insetti successivamente si cibano. Usando con successo questa strategia agricola, le formiche costruiscono enormi nidi sotterranei, che possono estendersi per centinaia di metri quadrati. Proprio come gli esseri umani, queste minuscole creature hanno realizzato una civiltà agricola.

Ed ecco la parte più importante: per quanto la colonia sia una specie di super organismo che compie imprese straordinarie, ogni singola formica si comporta molto semplicemente, segue le leggi locali. La regina non dà ordini autoritari e nemmeno coordina dall’alto i comportamenti. ogni suddita reagisce ai segnali chimici locali che le pervengono dalle compagne, dalle larve, dagli intrusi, dal cibo, dai rifiuti o dalle foglie. Ogni formica è una modesta e autonoma unità, le cui reazioni dipendono solo dall’ambiente locale e dalle regole geneticamente codificate per la sua specie di formica.
Nonostante la mancanza di decisioni centralizzate, le colonie di formiche tagliafoglie mostrano un comportamento altamente sofisticato (Oltre alla coltivazione agricola, esse compiono veri prodigi, come trovare la massima distanza possibile dagli ingressi alla colonia sotterranea per sbarazzarsi delle compagne morte, risolvendo un complesso problema geometrico).

Se ne ricava una lezione importante, ossia che il complicato comportamento della colonia non deriva dalla complessità di ciascun individuo: ogni formica non sa di far parte di una civiltà di successo, si limita a portare a termine i propri piccoli e semplici programmi.

Quando un elevato numero di formiche si unisce, si forma un superorganismo, con caratteristiche collettive molto più sofisticate delle sue parti basilari. Questo fenomeno, noto come ‘Emersione‘, si verifica quando delle semplici unità interagiscono nel modo giusto, dando vita a qualcosa di più grande.
Il fattore chiave è l’interazione tra le formiche. La stessa cosa succede nel cervello. Un neurone è solamente una cellula specializzata, come tutte le altre che compongono il nostro corpo, ma con alcune specializzazioni che le consentono di aumentare i processi e diffondere i segnali elettrici. Proprio come una formica, la singola cellula neurale esegue per tutta la vita il suo programma locale, trasportando i segnali elettrici lungo la sua membrana e riversando, quando è il momento, i neurotrasmettitori, che riceve a sua volta dalle altre cellule. Questo è tutto. Tale microrganismo vive al buio, ogni neurone passa la sua vita inserito in una rete di altre cellule, rispondendo semplicemente ai segnali. Non è cosciente del fatto che noi stiamo muovendo gli occhi per leggere un libro, o muoviamo le mani per suonare al pianoforte. Non sa niente di noi. Mentre i nostri traguardi, le intenzioni e le capacità dipendono esclusivamente dall’esistenza di questi piccoli neuroni, essi vivono su scala ridotta, senza essere consapevoli della cosa che, insieme, devono costruire.

Eppure, mettete insieme un numero sufficiente di cellule cerebrali di base, che interagiscono nel modo giusto, ed ecco che spunta la mente.
Ovunque guardiamo, potremo trovare dei sistemi con caratteristiche emergenti. Nessun singolo pezzo di metallo di un aereo ha la facoltà di volare, ma quando assembliamo tutti i pezzi nel modo giusto, ecco che spunta la possibilità del volo. I pezzi e le parti di un sistema possono, a livello individuale, essere molto semplici. Tutto sta nell’interazione, ed è cosi che funziona la nostra mente.

Di Andrea Valitutti


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