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Non esiste la normalità, siamo tutti “strani”

Scritto da il 9 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Fire On Fire” – Sam Smith

Le persone queer non sono bianche o nere, non sono atee o cristiane o musulmane, non sono maschio o femmina o qualsiasi altra sfumatura, non sono bi o pan o altro… sono solo loro stesse.

Essere se stessi in un mondo che cerca continuamente di cambiarti è la più grande delle conquiste

Ralph Waldo Emerson
queer
LGBT+

Queer è un termine generico, che si può definire ombrello, che fa anche parte dell’acronimo LGBTQIA+.

La parola è inglese ed indica qualcosa di strano, di diverso, di insolito e venne spesso usata come insulto nei confronti delle persone appartenenti alla community. Ha anche un collegamento con la parola tedesca quer, che letteralmente significa di traverso, come se le perone etero-cisgender fossero persone dritte e le altre da “raddrizzare”.

Essere diversi non è una cosa né buona né cattiva. Significa semplicemente che sei abbastanza coraggioso da essere te stesso

Albert Camus

Con la Teoria Queer di Teresa de Laurentis nel 1990 le persone “normali” iniziarono a rivalutare quelle omosessuali e si iniziò a trovare una sorta di normalità, un modo in cui convivere senza discriminazioni.

Oggi definire una persona queer è complicato:

Cercare di farlo è un ossimoro vero e proprio.

queer
Bandiera queer

Chi si definisce -o forse è meglio dire chi non si definisce– in questo modo lo fa perché non vuole essere etichettato secondo dei parametri, che siano quelli dell’orientamento sessuale, della religione, dell’etnia, del gender o di qualsiasi altra cosa vi possa venire in mente.

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