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Cultura

Playlist Impossibili: i sogni “hard” di Medusa

today27 Maggio 2023

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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Dancing Queen” – ABBA

Medusa era un mostro senza pietà o semplicemente una donna incompresa? Vediamo cosa ci rivela la sua playlist.

medusa
Ph. Credits @syaifulptak57 su Pixabay

Bentornati in un altro episodio di Playlist Impossibili. Come ogni sabato sono qui per raccontarti una nuova avventura accompagnata da buona musica. Protagonista della puntata odierna è una giovane ragazza, spesso fraintesa e con tutto il mondo antico che vuole la sua testa. Sto parlando proprio di Medusa, e no, non ha sempre avuto i serpenti al posto dei capelli. Secondo la mitologia, la Gorgone, nata da Ceto e Forco, è una fanciulla dall’aspetto bellissimo e con molti pretendenti al suo seguito. Tra questi ce n’è uno in particolare che non accetta un no come risposta. Poseidone si prende quello che vuole, senza badare alle conseguenze.

Il dio dei mari decide quindi di possedere Medusa nel tempio di Atena. Si sa, tra queste due divinità non corre buon sangue da quando si sono sfidati per la protezione di Atene: il popolo aveva scelto la dea, tanto da cambiare nome alla città. Poseidone non l’ha presa molto bene, quindi forse la scelta di quel tempio non è stata casuale.

In tutto ciò chi è che ci rimette? Medusa ovviamente. La nostra Gorgone – che poi secondo alcune fonti era consenziente, secondo altre no – viene brutalmente punita da Atena, senza pensarci due volte. La maledizione che si abbatte su di lei è terribile: la sua chioma splendente si trasforma in un nido di serpenti velenosi e chiunque oserà guardarla negli occhi verrà immediatamente traformato in pietra.

Così come lei, anche la sua playlist è divisa in due: una prima fase che appertiene a una giovane donna in grado di ammaliare chiunque lei voglia e, successivamente, la creatura dannata che non può più guardare in faccia nessuno.

medusa
“Perseo trionfante” di Antonio Canova – Ph. Credits @nightowl su Pixabay

Gioia e spensieratezza

Da grande amante del musical Mamma mia!, Medusa non può non rispecchiarsi nella Dancing Queen cantata dagli ABBA. Se ti affacci alla finestra puoi vederla proprio ora, mentre solca le strade della polis come solo una modella di Victoria’s Secret sa fare. Bella, leggiadra, da far invidia alle dee, la Gorgone ha il mondo ai suoi piedi: basta un suo sorriso per farti cadere innamorato all’istante.

Se speri di avere una possibiltà con lei, rinuncia. Al massimo ti concede un ballo nel solito locale. Nulla di più. E sarebbe un’eccezione, perché la ragazza è uno spirito libero e non vuole legami. Ti stuzzica, gioca con te per poi tornare a ballare da sola, proprio come farebbe un regina danzante.

“Leave ’em burning and then you’re gone / Li lasci bruciare e poi te ne vai Looking out for another / A cercare un altro,[…]You’re in the mood for a dance / Sei dell’uomore per ballareAnd when you get the chance / E quando cogli l’occasione  
You are the dancing queen / Tu sei la regina danzanteYoung and sweet / Giovane e dolce”

 

Autostima e applausi

A Medusa il fatto che tutti le “vadano dietro” piace e non poco. Questa donna ha l’autostima che fuoriesce da ogni fibra del corpo. Forse dovremmo imparare da lei: è intelligente, splendida, perspicace e, soprattutto, sa di esserlo. Probabilmente è proprio per questo motivo che qualcuno prova dell’astio nei suoi confronti: che si tratti di gelosia o di un “due di picche” ricevuto, la nostra protagonista non ha tempo di pensare alle malelingue. Lei è troppo impegnata a godersi la vita.

Chi di noi non ha mai finto di cantare la sua canzone preferita quando è solo a casa, improvvisando il deodorante come microfono? Ecco, così fa anche la nostra ragazza: quando è nel privato davanti al suo specchio, mette la musica con le casse a tutto volume e si scatena come una diva.

E quale artista è meglio di Lady Gaga? Applause risuona al massimo e Medusa è lì nella sua stanza che reinterpreta a modo suo l’intero video musicale del brano. In fin dei conti lei è arte e vive per gli applausi, esattamente come Lady Germanotta.

“I live for the applause, applause, applause / Io vivo per gli applausi, applausi applausiI live for the applause-plause, live for the applause-plause, / Io vivo per gli applausi-plausi, vivo per gli applausi-plausi,Way that you cheer and scream for me / Vivo per il modo in cui voi esultate e gridate per meThe applause, applause, applause / Gli applausi, applausi, applausi”.

 

Rabbia e odio

Sono passati anni dall’accaduto al tempio di Atena. La dea ha deciso di condannarla a una terribile maledizione: Medusa passa le sue giornate isolata dal resto del mondo. Tutti la considerano un mostro temendola più di ogni altra cosa. La ragazza spensierata e svampita non esiste più, è morta. L’ha sostituita una donna dalla “pelle dura”, che vuole starsene per conto suo. Prova odio per chi l’ha costretta a vivere così e per tutto il genere umano.

E come biasimarla: non c’è giorno che passi senza che qualcuno attenti alla sua vita. Anche i suoi gusti sono cambiati: ora la sua playlist spiccano brani di heavy metal e rock. Tuttavia, le vecchie canzoni della sua vita passata sono ancora lì, nella sua playlist: la gorgone non ha rinnegato la vecchia sé, l’ha solo messa da parte. Per questo motivo, quando vuole ascoltare un po’ di musica, la riproduzione casuale non è tra le opzioni.

Dolore, inquietudine e desiderio di fuga sono il perfetto riassunto dei sentimenti della protagonista di oggi e chi meglio dei Dark Tranquility con Insanity’s Crescendo puo esprimerli senza difficoltà?

“From force-fed impressions / Dalle impressioni alimentate forzatamente
let us mortify the mind / ci lasciamo mortificare la mente
each soul to violate / ogni anima da violare
each instinct to be rendered false / ogni istinto deve essere reso falso”.

Solitudine e vecchie glorie

Ogni tanto evadere dalla propria realtà è necessario e un ritorno alle origini è sempre gradito. Spesso Medusa se ne sta da sola nella sua spiaggia privata e balla tra le statue create da lei, ricordando i giorni di gloria della regina danzante. Ma oggi è proprio una brutta giornata e un bel pianto catartico è proprio quello che ci vuole. Cuffie nelle orecchie e si preme play: La Solitudine di Laura Pausini è perfetta per la situazione.

“Sfuggi gli sguardi e te ne stai
Rinchiuso in camera e non vuoi mangiare
Stringi forte a te il cuscino
Piangi non lo sai
Quanto altro male ti farà la solitudine”.

Le lacrime le rigano il volto mentre canta il brano singhiozzando. Lancia pezzi di statua contro il mare, immaginando di colpire il responsabile che le ha causato tutto questo dolore.

La canzone è finita e Medusa se ne sta in ginocchio sulla sabbia. Ride e respira profondamente: finalmente è riuscita a sfogarsi e si sente molto meglio. Con il sorriso sulle labbra si asciuga le lacrime alzandosi in piedi. È ora di tornare a casa e alla vita quotidiana: difendere la propria dimora e pietrificare chiunque osi avvicinarsi a lei. In effetti, la sua collezione di statue non si amplierà da sola.

Proprio mentre la nostra protagonista si sta godendo gli ultimi raggi di sole e la brezza marina… si sente un “zac”. Non c’è stato neanche il tempo di urlare. Non si è resa conto di niente, non l’ha neanche sentito arrivare. Un momento prima ammirava il tramonto e il momento dopo la sua testa rotola sulla battigia. Il responsabile è Perseo che, con il benestare di Atena, mette fine all’esistenza di Medusa, ma non al suo potere – anche se mozzata, la sua testa riesce ancora a pietrificare se la si guarda negli occhi.

Ma tu guarda, una non può neanche rilassarsi al mare che qualcuno decide di tagliarti la testa.

Siamo arrivati alla fine del nostro incontro. Non dispiacerti, sabato prossimo sarò di nuovo qui per raccontarti una nuova storia, ma questa volta niente anticipazioni: scoprirai il personaggio protagonista nel prossimo episodio di Playlist Impossibili. Ci leggiamo sabato, non mancare!

Written by: Daria Monarchi

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