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Pioggia artificiale: questo il progetto di Cina e Corea per combattere l’inquinamento dell’aria

Scritto da il 11 Marzo 2019

Quello dell’inquinamento atmosferico è un problema che va a toccare certamente tutti noi, ma in particolar modo quelle grandi metropoli, come Seoul e Pechino, rispettivamente in Corea del Sud e in Cina, che in certi periodi dell’anno raggiungono un tasso di particelle inquinanti nell’aria davvero allarmante, vuoi perché circondate sui quattro lati dalle montagne, vuoi perché soggette a lunghi periodi di assenza di piogge.

È infatti quest’ultimo fenomeno atmosferico uno dei sistemi più efficaci che la natura abbia a disposizione per adagiare e disperdere le particelle nocive sulla terra, liberando in maniera sostanziale il cielo dagli inquinanti e consentendo all’aria di tornare, almeno per un po’, più respirabile, diritto inalienabile nonché fondamentale di ogni essere vivente.

La domanda sorge spontanea: se la pioggia tarda ad arrivare, perché non ce la creiamo noi con le nostre risorse?

Analogamente a quanto Pechino aveva promesso di fare in concomitanza con le Olimpiadi del 2008, il presidente coreano Moon Jae-In ha sancito l’inizio delle sperimentazioni relative al progetto noto come Cloud seeding.

Il principio è semplice, ma di difficile applicazione (come vedremo a breve): attraverso degli aerei incaricati di rilasciare nell’atmosfera particolari sostanze chimiche in grado di favorire la formazione di gocce d’acqua, capaci dunque di inglobare le particelle inquinanti, si stimola la formazione in determinate aree di piogge artificiali.

C’è un però: un primo esperimento, eseguito a Gennaio di quest’anno, è fallito, in quanto, affinché si formino queste precipitazioni, sono pur sempre necessarie delle particolari tipologie di nuvole.

Il Paese, ad ogni modo, continuerà a sperimentare, coadiuvato dalla Cina che, sentendosi in parte responsabile dell’ondata di inquinamento dell’atmosfera, ha messo a disposizione alcune risorse. Si tenterà dunque di far piovere sul Mar Giallo e, in caso di risultati positivi, la tecnologia verrà diffusa a livello globale.

Resta solo da studiare quanto sia possibile affidarsi a questa soluzione che sfrutta la pioggia artificiale.


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