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Pino Daniele, 40 anni col cuore Nero a metà

Scritto da il 14 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Nun me scuccià” – Pino Daniele

A 40 dal grande successo viene ripubblicato l’album più famoso del grande cantautore Pino Daniele. Si tratta di Nero a metà, autentico scrigno dei suoi capolavori più amati.

Il 1980 è davvero un anno importante per Pino Daniele, allora venticinquenne. Esce Nero a metà, disco straordinario e amatissimo che raccoglie la grande anima nera di Pino che si nutre di raffinate contaminazioni etniche e musicali da lui sempre tanto amate.

Affina con questo lavoro il suo carisma artistico e raggiunge uno stile personalissimo in cui si rincorrono, brano dopo brano, infinite tinte diverse.

Pino Daniele

Come un grande cuore pulsante

Come un grande cuore pulsante, il disco si spalanca generosamente al Rock e al Blues mescolati alle sonorità e alla dialettica partenopee per confezionare una vera e propria canzone d’autore di nuova generazione. Struggente, malinconica, sarcastica e sbruffona insieme.

L’album si compone di dodici bellissimi brani entrati a far parte del vissuto storico di ogni napoletano e di ogni amante del cantautorato più sopraffino.

Le dodici perle del disco

Brani che sono diventati classici del repertorio italiano come I say i’sto ccà dal sound morbido e un pò sornione, che ti gira intorno e un pò ti stende.

Per passare poi all’ironia dispettosa della rivalsa goduta a piene mani attraverso le note di Musica musica, fino alla malinconia latente e dolorosa di Voglio di più.

Spicca su tutto la dolcezza degli sguardi nascosti di una grande poesia amorosa come Quanno chiove. La melodia sognante e determinata di Alleria. La forza e la consapevolezza di A me me piace ‘o Blues, sfrontata e trascinante, dove la “cazzimma” detta inesorabile il ritmo.

Planando ancora nel blues dondolante e provocatorio di Nun me scuccià e sull’ormai intoccabile Napul’è.

Divenuta a tutti gli effetti un vero e proprio inno di napoletanità in tutto il mondo. Dove Napoli è conosciuta da chiunque. Ma il suo nucleo più intimo, la sua verità la raccoglie solo chi ha il cuore grande quanto la sirena che le ha dato la vita.

Pino Daniele

Il disco è stato registrato nell’arco di quattro mesi allo Stone Castle Studios di Carimate e nei Trafalgar Studios di Roma.

In questo storico album Pino è accompagnato, come sempre, da musicisti eccellenti. Come Gigi de Rienzo al basso, Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo alle tastiere e l’inseparabile amico James Senese al sax tenore.

“Il titolo Nero a metà, legato ad un concetto musicale, fu anche inspirato da un bellissimo libro che uscì negli anni 70 Nero di Puglia che è la storia di un uomo di colore che nasce nel sud, un pò come la storia del mio amico James Senese, inutile dire che per me il pezzo più bello è Quanno chiove una delle mie prime canzoni d’amore… tanto l’aria s’adda cagna! C’era tanta voglia di cambiare le cose e la musica ci aiutava molto”.

Dal sito www.pinodaniele.net
Pino Daniele

E così Nero a metà e il grande cuore di Pino torneranno, dopo 40 anni, a battere forte nei negozi dal 27 novembre. Saranno due le nuove edizioni limitate e numerate ideate da Universal Music Italia con la collaborazione artistica della Pino Daniele Trust onlus, gestito dal figlio del bluesman, Alex Daniele.

Il disco storico più 5 chicche live

L’album originale sarà accompagnato da Nero a metà live – Bootleg 1980.

Un bonus disc contenente 5 brani registrati in presa diretta il 30 aprile 1980 al teatro Massimo di Pescara.

Le 5 chicche live saranno pubblicate per la prima volta senza sovra incisioni e correzioni. Per mantenere inalterata l’atmosfera, la magia e l’energia di un concerto di Pino Daniele.

Un disco che profuma di mare

Profuma di lungomare questo disco, ha i colori di Mergellina, degli scogli soleggiati e di un panorama che spalanca l’anima. È la carezza del vento caldo del sud che corre fra i vicoli della vecchia città e che sbatte contro le imposte, che insiste fino alle discese che portano alla riva.

È come un cuore rotolante che si perde fra i suoni, i colori, le voci di una città dipinta sulle sei corde della chitarra di Pino.
E sarà musica nuova per le nostre orecchie. Antica in senso temporale, ormai incisa a fuoco, ma nuova come ogni capolavoro che sa rinnovarsi attraverso la propria autentica bellezza.
E che arriva attraverso il mare.


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