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Philip Dick: La fragilità della realtà

Scritto da il 16 Dicembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Damask Rose” – Vangelis

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Philip Dick

Il 16 dicembre 1928 nasce a Chicago, Illinois, Philip Kindred Dick, uno dei più famosi e influenti scrittori di fantascienza. Dai suoi libri furono tratti numerosi film, uno su tutti il cult Blade Runner, film dell’82’ di Ridley Scott, tratto dal libro Ma gli Androidi sognano pecore elettriche? Il seguente successo del film, che Philip Dick non riuscirà mai a vedere completamente a causa di una morte prematura, che lo coglierà lo stesso anno qualche mese prima l’uscita del film, innalzò l’autore di Chicago a vero e proprio autore di culto.

Visioni, ossessioni e epifanie

La grande innovazione dell’opera dickiana risiede nella sua capacità di indagare la realtà e i suoi confini. I libri e i racconti di Dick sono in grado di mettere in dubbio le nostre più profonde certezze. Cos’è la realtà? Cos’è umano? Sono due delle domande che il lettore non può fare a meno di porsi durante la lettura. Tale insofferenza nei confronti della realtà non fanno unicamente parte delle sue opere letterarie. Durante tutto l’arco della sua vita, una vita molto instabile, Philip Dick vive delle visioni, delle ossessioni, che finiscono per influenzare non solo i suoi libri, ma anche la sfera del sociale. Molti sono gli episodi che hanno messo lo scrittore di Chicago nella posizione di dubitare della realtà stessa. Si parla più che altro di episodi della quotidianità, ma è la loro semplicità a renderli così disturbanti: potrebbero succedere a chiunque.

Uno di questi vede lo scrittore di Chicago, al tempo sposato con la moglie Kleo, andare al bagno per prendere una medicina, cercando a tentoni, nell’oscurità, la cordicella della luce. Dick però non si riesce a capacitare del perché non riuscisse a trovare una cosa che si trovava lì in quella casa che lui conosceva ormai così bene. All’improvviso un pensiero scatta nella mente dello scrittore: non c’è mai stata nessuna cordicella. La luce del bagno si accendeva tramite un interruttore. Da dove allora l’idea della cordicella?

Una verità rivelata

Questo è uno dei tipici episodi che tormentavano lo scrittore e su cui egli si soffermava spesso, chiedendosi il perché di una cosa così bizzarra. Ma questo carattere così riflessivo, da cui ovviamente scaturiscono le tematiche filosofiche dei suoi libri, era tipico dello scrittore, che si sentiva ossessionato dalla ricerca della verità, intesa come una verità assoluta.

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Emmanuel Carrere

Come viene sottolineato nel libro biografico di Emmanuel Carrere: Io sono vivo, voi siete morti, che si rifà ad una frase famosa di Ubik, uno dei libri più famosi dello scrittore, Philip Dick pensava che questo tipo di verità si potesse raggiungere tramite un’epifania, piuttosto che tramite uno studio intenso della materia.

E gli episodi della vita di Philip Dick sono vere e proprie epifanie, verità rivelate, probabilmente cause e conseguenze dei disturbi d’ansia e della paranoia che tormentavano lo scrittore. Questo continuo domandarsi su faccende che noi diamo per scontate lo porteranno a scrivere capolavori come Ubik, Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, Scorrete lacrime disse il poliziotto e tanti altri. In questi libri vengono approfonditi alcuni dei temi più cari a Dick: le dimensioni parallele, le simulazioni e il rapporto tra uomo e macchina, inteso come l’incapacità di discernere ciò che è umano da ciò che non lo è.

Libri che stravolgeranno completamente il panorama fantascientifico, grazie alla loro visionarietà intrinseca. Quella di Philip Dick è una fantascienza che si è occupata sempre più dell’aspetto filosofico/sociale che di quello scientifico vero e proprio. Questo è il punto di forza del genere.

La fantascienza è un genere talmente vasto, in cui la creatività si esprime in massima libertà, che riesce a toccare le tematiche più disparate. E proprio la fantascienza è il genere che forse, più di tutti, è in grado di rispondere a quelle domande che sono rimaste senza risposta per talmente tanto tempo che non abbiamo smesso di porcele. Ma le persone come Philip Dick non sono mai state in grado di crogiolarsi nelle illusioni.


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