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Perquisizioni virtuali e sistemi AI: più sicurezza, o meno privacy?

Scritto da il 30 Ottobre 2017

Quando si deve partire verso mete lontane, l’impazienza è tanta, la trepidazione si avverte in ogni fibra del nostro corpo, i sogni ad occhi aperti su ciò che ci attende tornano ufficialmente ad avere l’esclusiva nel flusso dei nostri pensieri ma, unica nota negativa di questo piccolo grande strappo alla quotidianità meglio noto come “viaggio”, un’altra spiacevole emozione fa puntualmente capolino da un angolo buio del nostro essere, senza abbandonarci fino al momento dell’atterraggio a destinazione: la paura che qualcosa possa andare storto in aeroporto.

Le più brillanti e visionarie menti di tutto il mondo si sono adoperate per ovviare al problema dei controlli ai viaggiatori, prassi sempre più necessaria ed accurata che però comporta la formazione di lunghe file ed inutili perdite di tempo ai danni di chi ha un aereo in partenza dall’altra parte dell’aeroporto e magari l’appuntamento della sua vita a migliaia di chilometri di distanza.
Ecco cosa è nato dal loro genio e che ben presto potrebbe diventare la norma in ogni aeroporto del mondo:


Il “tunnel del divertimento”

Proprio così, questo sistema di rilevazione biometrica o AIDC che ha già fatto capolino nella città di Dubai e che potrebbe diventare la norma in molti altri Paesi in tutto il globo, è tutt’altro che intimidatorio: davanti alla persona soggetta al suddetto controllo non troneggerà nessun Robocop dalla vista laser e le manette magnetiche, né tantomeno un occhio bionico dalla minacciosa luce rossa a raggi X pronta a stridere e a ululare spaventosamente in caso individuasse minacce o sospetti, ma al contrario gli si presenterà un semplicissimo, incoraggiante tunnel trasparente. Il passeggero non dovrà fare altro che percorrerlo in tutta la sua lunghezza osservando il paesaggio (che potrà essere un’animazione, un cielo dalle nuvole vaporose, o magari un paesaggio desertico), e guadagnare con tranquillità l’uscita in una manciata di passi, senza neanche doversi separare dal proprio bagaglio a mano.
Passando ad un’esaminazione più tecnica e approfondita di questa innovazione, va innanzitutto spiegato cosa sia questo fantomatico AIDC: si tratta di un sistema basato sull’”osservazione” e sul confronto tra le caratteristiche biologiche e comportamentali di una persona e i dati che ci sono noti dello stesso individuo presenti nel database, il tutto mediante sensori ed algoritmi.
L’intero processo appena descritto si ripeterà con tutta probabilità milioni di volte al giorno all’interno del “tunnel del divertimento”, dove ciascun passeggero verrà inquadrato da angolazioni differenti da 80 piccole telecamere “nascoste”. Semplice, veloce, efficiente, e con un margine di errore prossimo allo zero!
Ma non finisce qui: a conferire ulteriore sicurezza ed affidabilità a questa innovazione, verranno installati dei Totem presso i quali ognuno dovrà identificarsi prima di attraversare il tunnel esibendo il proprio documento di riconoscimento e naturalmente il volto. Dopo un lavoro di oltre 4 anni, questi sistemi di Intelligenza Artificiale sono finalmente in grado di riconoscere in maniera ottimale i tratti somatici degli esseri umani, anche in condizioni di movimento o di ambienti aventi un’illuminazione non ideale, e sono stati presentati alla famosa fiera dedicata all’hi-tech di Dubai.


Evlov, il body scanner 

Spostiamoci adesso nella città di Los Angeles, dove il progetto di un body scanner ultra veloce finanziato da Bill Gates ha finalmente preso corpo e non è più la sola unione di un sogno ad occhi aperti e di uno schizzo scribacchiato su un foglio di carta pieno di calcoli: ecco a voi Evlov!
Con la sua capacità di effettuare più di 800 perquisizioni virtuali in un’ora, questo promettente robot potrebbe rivoluzionare completamente il modo di effettuare controlli che conosciamo noi: addio infinite code a serpentina, sbuffi, inutili allarmismi, gente che si sventola mentre pesta nervosamente il piede a terra, e soprattutto niente più imbarazzanti perquisizioni da parte di stanchi e non sempre delicati operatori!
Proprio così, il futuristico Evlov si occuperà della scannerizzazione di ciascun viaggiatore, riconoscerà autonomamente qualsiasi elemento sospetto (come potrebbe essere un oggetto acuminato, o un pacchetto potenzialmente esplosivo ad esempio) e, solo in tal caso, invierà sul tablet dell’operatore umano a lui assegnato un’immagine con in evidenza le zone che dovranno essere sottoposte ad un’ulteriore verifica cautelativa.

Quando veniamo circondati dall’inebriante profumo della novità, si sa, risulta difficile non lasciarsi trascinare troppo dall’entusiasmo senza perdere la propria obiettività e senso critico; tuttavia, c’è qualcuno che ha già incominciato ad esprimere qualche piccola perplessità proponendo i seguenti interrogativi, che più che criticare il duro lavoro di tanti uomini e donne per il bene dell’umanità, vogliono essere degli spunti di riflessione per riportarci un attimo alla realtà, per farci pensare sia ai tanto evidenziati pro, sia agli abilmente celati contro di tutto ciò: a che prezzo dovremo pagare la nostra sicurezza? Quanto costerà la nostra privacy? Quanto tempo impiegheranno i colossi senza scrupoli a fare di questa tecnologia -in sé più che positiva- un comodo strumento per inviare pubblicità mirate conoscendo alla perfezione ogni aspetto della nostra vita e delle nostre abitudini comportamentali?
Staremo a vedere.


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