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Paul Verlaine, maledetto come Jim Morrison

Scritto da il 8 Gennaio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Riders on the Storm” – The Doors

“Un grande sonno nero

cade sulla mia vita:

Dormite, ogni speranza

Dormite, ogni desìo!”

– Paul Verlaine

L’8 gennaio 1896 muore a Parigi Paul Verlaine, poeta francese tra i primi a declinare i canoni del “maledettismo”, nonché poeta maledetto egli stesso. Noto per i suoi versi malinconici e il suo stile di vita libero e sregolato, Paul Verlaine era la personificazione dell’artista rigettato dalla società, la cui opera sfugge ai più. Vive al margine perché solo lì sa di potersi esprimere al meglio. In onore dell’anniversario della sua morte è doveroso ricordare Paul Verlaine come archetipo di un determinato tipo di artista.

Di figure come Paul Verlaine infatti se ne sono viste parecchie nel tempo, artisti che fanno arte non per vendere, ma perché ne sentono il bisogno. Artisti che raramente sono riusciti ad affermarsi ancora in vita. E soprattutto artisti che conducono uno stile di vita allo sbando per cercare di riempire qualcosa, per mandare un messaggio, per dimostrare che sono realmente liberi da ogni catena. Una sofferenza costante, spesso causata da amore e povertà, che viene molte volte lenita dall’uso di alcool e droghe. Con il passare del tempo infatti, il termine maledetto è stato affibbiato ad una grande varietà di artisti, non per forza facenti parte della cerchia degli amici di Verlaine, tra cui comunque si ricordano, fra tutti, Stèphane Mallarmè e Arthur Rimbaud. Con quest’ultimo ebbe una breve e turbolenta relazione.

paul verlaine
Jim Morrison

Un artista maledetto può essere quindi anche un musicista, un pittore, uno scrittore e così via. Artisti maledetti sono Jim Morrison, Van Gogh, Antonin Artaud. Tutte personalità che hanno cercato, per un bisogno personale e volto anche a disturbare e provocare, di rompere gli stilemi del loro tempo. Il maledetto si fa vate di un mondo sconosciuto ai più: quello dei bassifondi, dei bordelli, dei locali di periferia, dei vicoli dove si consumano amori segreti e guerre tra poveri. Il maledetto è un ribelle che ha deciso di impugnare lo strumento dell’arte anziché il fucile, perché il suo grido potesse arrivare a più gente possibile. Infine il maledetto racconta la sofferenza, le piccole felicità, perché privato di qualcosa di più grande.

Ed è proprio ciò a rendere la sua poesia immensa, la capacità di raccontare la vita dove essa è realmente vissuta. Paul Verlaine è stato portavoce di tutto ciò. A lui dobbiamo la nobiltà che, andando avanti nel tempo, la figura del poeta maledetto ha assunto agli occhi dei più. Alla fine dei conti egli vive ciò che noi non siamo costretti a vivere. Racconta la verità, perché non ha nulla da perdere.


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