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Parole, parole, parole: Latente

Scritto da il 4 Settembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Possibili scenari” – Cesare Cremonini

Eccoci al secondo appuntamento della nostra rubrica sulle parole utili che possono aiutarci a rendere più piena la nostra comunicazione quotidiana.

Oggi parliamo dell’aggettivo “latente”: anche questo è un vocabolo che non ha sinonimi veri e propri, e perciò è unico e molto utile.  

Descrive qualcosa che non appare esternamente ma è presente all’interno rimanendo nascosto, e deriva infatti dal verbo latino latere, che significa “stare nascosto”.

La sua sfumatura di significato è però diverso dall’aggettivo “nascosto/a”? Beh, non nascondiamoci che i due termini sono simili.

Il vocabolo “nascosto/a” indica però, sì, qualcosa di celato, ma è utilizzato in numerosi contesti, spesso diversi da quello della parola “latente”… Può riferirsi, infatti, ad un’area o ad un oggetto ad esempio, cioè a qualcosa di fisicamente celato.

L’aggettivo “latente” indica, invece, sempre e solo qualcosa di esistente, ma non ancora pienamente a compimento e “uscito fuori”, qualcosa di nascosto più concettualmente che fisicamente: questo vocabolo ha perciò sfaccettature di utilizzo più profonde e canalizzate.

Se, per fare un esempio in tema, sapete che una determinata parola esiste nella lingua italiana ma non ne conoscete del tutto il significato, dentro di voi la conoscenza di quel vocabolo c’è ma non può venire a galla perché non ne conoscete il significato: la parola è solo latentemente nell’arco delle frecce (o parole) da scoccare nelle vostra comunicazione.

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