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parole, parole, parole: blerrr

Scritto da il 12 Marzo 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Quando i bambini fanno oh” – Povia

Hai presente quei suoni e quelle parole che non sai come trascrivere?

Per esempio, quando usi un’espressione in dialetto. In genere lo fai a voce. Se poi devi scriverla non sai come farlo.

Oppure quei suoni che non hanno un suono trascrivibile. Ossia, quasi tutti.

Un’esplosione, ad esempio. Nella scrittura in questo caso si prova ad imitare lo scoppio tramite la grafia boom.

Boom è proprio il tema di oggi di voicebookradio. Il boom si usa anche con un senso positivo. Come esplosione di energia. Ma ne parleranno i nostri speaker, ascoltate loro!

In quest’articolo parliamo invece di un’altra onomatopea, un’altra grafia che si riferisce ad un rumore.

Tra tutti i suoni del mondo, il prescelto per l’articolo di oggi è quello della pernacchia. Come la si rende per iscritto? Magari qualcosa come ppppp. Boh!

La Disney nei suoi fumetti rende le pernacchie “normali” così: prrr. In genere con tre erre. Ma probabilmente andrebbe bene anche un numero di r a piacere: conta l’imitazione del suono.

Comunque: in che senso, le pernacchie “normali”? Beh, magari fai una pernacchia breve ed amichevole. Una pernacchia basica.

La Disney infatti ha anche una grafia dedicata alle pernacchie “particolarmente cattive e irriverenti”: blerrr.

Il termine blerrr può essere utilizzato per descrivere una pernacchia sentita, emessa in un momento di grande pathos.

Non è però l’esatto modo in cui magari da adulti manifesteremmo irriverenza o cattiveria: è qualcosa che viene più facile immaginare possa essere fatto da un bambino.

Probabilmente la grafia disneyana blerrr può rappresentare ad esempio il momento in cui un bambino, in una sentitissima gara di Mario Kart, supera il suo amico facendolo cadere nel vuoto. Pernacchione liberatorio.

Scrivere è anche questo, trasferire per iscritto cose che in genere avvengono solo nel mondo parlato.

Per scoprire altre cose sulla rappresentazione scritta del mondo che ci circonda, continua a leggere la nostra rubrica. Alla prossima parola!

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