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parole, parole, parole: aware

Scritto da il 12 Febbraio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Aware” – Kontinuum

Avete presente la sensazione che si prova quando si sta vivendo qualcosa di bellissimo ma destinato a finire dopo poco tempo?

In italiano c’è un aggettivo molto bello per descrivere momenti di questo tipo: effimero.

Nella nostra lingua non abbiamo però un verbo che possa esprimere il sentimento che abbiamo quando viviamo qualcosa di bello ma breve, qualcosa di effimero.

Per trovare un verbo relativo a questa emozione ci facciamo allora un altro viaggio in Giappone, dopo quello dell’articolo della settimana scorsa.

Come spesso capita, anche il termine di oggi sembra avere un’origine inglese, ed invece è nato in un’altra lingua.

Il nostro vocabolo ha infatti addirittura un suo “omonimo” nell’inglese, che però non ha nulla a che fare con il suo gemello giapponese.

Stiamo parlando della parola aware, che esiste in due lingue diverse con due accezioni diverse. In inglese vuol dire “consapevole”.

In giapponese invece indica proprio quel sentimento di “malinconia mista a gioia per la bellezza effimera di alcuni momenti della vita“.

La sua pronuncia non è per niente difficile, anzi, è più o meno così: “avare”. La w si pronuncia come una v.

Questo termine nella lingua giapponese è molto usato anche nella formula mono no aware, espressione che vuol dire “partecipazione emotiva alle cose belle ma brevi”.

Noi però in italiano possiamo dire semplicemente di provare un sentimento di aware, quando stiamo assaporando un momento intenso, sì, destinato a scomparire, ma comunque bellissimo per il solo fatto di esserci stato.

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