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Opus et Labor: il legame tra letteratura ed economia nel Rinascimento

Scritto da il 13 Giugno 2018

Il 2018 è senz’altro un anno denso di ricorrenze: dal 100° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre al centenario dalla nascita di Nelson Mandela; dal 40° dall’uccisione di Aldo Moro al 70° dalla creazione della Costituzione italiana.
In occasione del bicentenario dalla nascita di Francesco De Sanctis, vero e proprio pilastro della nostra storia politico-culturale, abbiamo avuto il piacere di presenziare ad  una conferenza ricca di tematiche interessanti, ospiti d’eccezione e figure istituzionali provenienti dai più disparati ambiti: Opus et Labor, alla scoperta del rapporto tra letteratura ed economia nel Rinascimento.

L’evento ha avuto luogo nel maestoso Palazzo Koch, il fastoso edificio principale della Banca d’Italia, nonché sede di importanti conferenze. Tra le numerose personalità eminenti ivi presenti hanno figurato Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, il nuovo Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, Francesco De Sanctis jr, Presidente della Fondazione De Sanctis, spalleggiato dal suo vice, Gianni Letta, per non dimenticare i filosofi Massimo Cacciari e Giacomo Marramao, ed infine il giurista Cesare Mirabelli.

Dopo brevi saluti istituzionali ed una rapida introduzione alle motivazioni di un incontro tanto importante, ognuna delle persone sopra menzionate è intervenuta, a turno, per lasciare un proprio pensiero riguardo alle tematiche centrali di Opus et Labor: commemorare e valorizzare, a 200 anni dalla nascita, la figura di Francesco De Sanctis, acuto critico letterario, brillante scrittore, illustre filosofo e soprattutto memorabile Ministro dell’Istruzione, e come strascico del suo pensiero, il rapporto che lega la letteratura e l’economia nel Rinascimento, epoca di letterati del calibro di Machiavelli, di Leon Battista Alberti e di Guicciardini.
Tra le parole ispirate di tante voci diverse, si sono susseguite, quasi a formare un unico coro di idee, le riflessioni sul tema dell’uomo, questo “tremendo miracolo”, ma anche dell’importanza che riveste la cultura e la conoscenza in ambito economico, e viceversa di come l’economia avesse già fatto capolino in ambito letterario molto prima di quanto non si pensi. Questo genere di prospettiva, lungi da quelle solitamente adottate nelle scuole quando si affrontano argomenti di tipo storico, politico e culturale, ci ha arricchiti di una visione inaspettata e che ci ha aperto davanti una nuova consapevolezza ed un piccolo monito: bisogna ampliare il nostro modo di osservare ed analizzare la realtà.

Proprio nel momento in cui nell’elegante sala aleggiavano ancora le parole di Mirabelli, ultimo del nutrito gruppo ad essere intervenuto, ha fatto il suo ingresso un’ultima ospite, una grande attrice e regista nostra connazionale: Laura Morante.
Tra centinaia di occhi attentissimi e rapiti dalla sua voce composta e carica di espressività, la Morante ci ha regalato un’ultima preziosa perla di questo evento: una serie di letture di brani tratti da “Il Principe” di Niccolò Machiavelli ed “I libri della famiglia” di Leon Battista Alberti, recitati con una tale maestria, una tale potenza, da aver reso superfluo ogni ulteriore commento.


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