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Sandro Ciotti e la sua voce indimenticabile

Scritto da il 4 Novembre 2020

Oggi, 4 Novembre, avrebbe compiuto 92 anni Sandro Ciotti, icona della cronaca sportiva italiana. Fonte di ispirazione per generazioni di giornalisti. Dedizione, competenza, ironia e quell’inconfondibile voce rauca lo hanno reso un’istituzione radiofonica e non solo.

Nacque a Roma nel 1928, seguirà le orme del padre Gino, anch’esso giornalista nonché grande amico del poeta Trilussa, padrino del piccolo Sandro. Fin da giovane trascinato dall’irrefrenabile passione per il mondo dello sport affiancata a quella per la musica. Roccioso difensore e mediano delle giovanili della S.S. Lazio. Contemporaneamente abile violinista dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Nel dopoguerra scelse di privilegiare la carriera calcistica, esordendo tra i professionisti con la Viterbese nella stagione 1948-1949. Passando per Frosinone, Anconitana e Forlì, appese gli scarpini al chiodo solamente 8 anni dopo, con la Terracinese nel 1956.

La radio

Cominciò la sua carriera radiofonica nel 1954, collaborando a diverse rubriche come Voci dal mondo, Telescopio e Novità da vedere. Due anni dopo, inizierà a condurre K.O. Incontri e scontri della settimana sportiva, una delle prime trasmissioni di satira sportiva e musicale.

Sandro Ciotti
Sandro Ciotti

Entrò stabilmente in Rai nel 1958, ottenendo un enorme successo ideando la rubrica L’uomo del giorno per la trasmissione Domenica sport, in cui decretava il calciatore che più si era distinto in ogni giornata. Da li in poi la sua carriera ebbe un ingente escalation. Alle Olimpiadi di Roma del 1960 effettuò la prima radiocronaca calcistica in un Danimarca – Argentina dei gironi. Tutto il calcio minuto per minuto, che condusse fino al suo pensionamento nel 1996, lo consacrò professionalmente e lo rese la voce più famosa del Belpaese.

Piccolo e grande schermo

Fu inoltre autore di documentari e inchieste per la televisione -un film sul cantante Luigi Tenco, del quale era grande amico ed estimatore, e un altro sullo sfortunato pilota di Formula 1, Lorenzo Bandini-.

Debuttò come conduttore nel 1972 con il Telecanzoniere, e dal 1986 accompagnò prima Maria Teresa Ruta e poi Simona Ventura in otto edizioni della Domenica Sportiva. Scrisse anche canzoni di successo per Enzo Jannacci, la famosa e censurata Veronica e Peppino di Capri, Volo. Ha l’unica sua esperienza di regia cinematografica nel 1976, firmando un documentario calcistico incentrato sul fuoriclasse olandese Johan Cruijff: Il profeta del gol. Nel 1996 è la voce italiana del radiocronista della partita di pallacanestro nella pellicola Space Jam, interpretata da Michael Jordan con molti personaggi della Warner Bros.

La sua voce rauca

Sandro Ciotti
Sandro Ciotti

Quell’inconfondibile voce rauca. Nel corso degli anni moltissimi professionisti hanno provato a replicarla. Ma non era stato lui a volerla, anzi. All’età di 40 anni, durante le Olimpiadi messicane del ’68, fù autore di una massacrante diretta lunga 14 ore sotto l’incensante pioggia sudamericana. Già di per sé fumatore accanito, dalla mattina dopo la sua voce fu irrimediabilmente compromessa, avendo riportato un edema alle corde vocali. La situazione angoscia non poco il giornalista, timoroso di dover dire addio alla sua più grande passione. Furono Sergio Zavoli e Paolo Rosi, all’epoca capi di redazione, che con lungimiranza scommisero proprio su questo timbro originale che divenne poi il suo marchio di fabbrica.

Frasi celebri

“Clamoroso al Cibali”

4 Giugno 1961, Stadio Cibali, anche Massimino, di Catania. La squadra di casa, già sicura della salvezza, affronta con orgoglio la più blasonata Inter in lotta per il titolo. Diverrà iconica la frase espressa da Ciotti al vantaggio rossazzurro, sfondando il suo significato d’appartenenza ed entrando a tutti gli effetti tra i modi di dire della lingua italiana.

“Siamo al minuto che intercorre tra il 16° e il 18°”

Proverbiale frase che denota l’essere scaramantico del cronista. Era infatti solito usare simpatici giochi di parole pur di non nominare il numero diciassette. Diede la possibilità di immedesimarsi a ogni tifoso che lo ascoltasse. Ognuno aveva i suoi riti domenicali per indirizzare gli eventi e ciò lo rese uno di loro.

“Santo Dio, era ora”

Storica la sua espressione al gol di Roberto Baggio. Si gioca Italia – Nigeria al Mondiale Usa ’94. Partita che sembrava maledetta per gli azzurri che nonostante il dominio non riuscivano a sfondare la difesa africana. Nei minuti finali arriva il gol liberatorio che dà il via alla rimonta. Per una volta l’essere tifoso prevale su tutto il resto.

“Mancano soltanto dieci secondi per dire che quella che ho appena tentato di concludere, è stata la mia ultima radiocronaca per la Rai, un grazie affettuoso a tutti gli ascoltatori, mi mancheranno!”

Queste le parole pronunciate in occasione del suo addio al mondo della radiocronaca. Al Sant’Elia il Cagliari ospitava il Parma per l’ultima giornata della stagione 1995/1996. Emblema della sua persona l’umiltà con cui si rivolge ai suoi ascoltatori, dopo decenni di interminabili dirette. Andando a riascoltare le sue parole si nota il suo tono quasi strozzato, evidentemente commosso dalla fine della sua carriera.

 In totale conta più di 2400 partite di calcio commentate ma non solo, 15 giri d’Italia, 9 Tour de France, 14 Olimpiadi e 40 edizioni del Festival di Sanremo da inviato.


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