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Officina dell’arte: virgole rosse

today22 Dicembre 2022

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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Moon River” – Audrey Hepburn

L’uomo sa come raccontarsi al mondo. Bastano una tela e un pennello per narrare di grandi verità: la contraddizione di un secolo, la solitudine dei romantici, la semplice bellezza della natura e la spaventosa paura del futuro. E, tra le grandi realtà, l’unica familiare a tutti è una e una sola: l’amore. Un sentimento che si arrovella su se stesso e schizza qua e di là, come una pallina da tennis. È impossibile scattarne una foto nitida!

Sembrerebbe una follia ridurre un concetto così contorto e ampio in una sola immagine. Eppure, dall’antichità ad oggi, sono stati molti gli artisti che si sono gettati in questa impresa. Sono, d’altra parte, pochi quelli che ci sono riusciti. E sapete cos’hanno in comune tra loro? Una piccola e docile virgola rossa. Si, due pennellate orizzontali per definire la massima espressione dell’amore: il bacio

Toulouse Lautrec, A letto

Toulouse Lautrec, bacio A letto
Toulouse Lautrec, A letto

Oh, Parigi, Parigi. Fa sospirare un po’ a tutti l’idea di poter consumare un amore in una delle città più romanticheConsoliamoci con quest’opera, tra pennellate irruente e colori pastello. Un scena così intima… tanto da farci sentire terzi in comodo. Una coppia è stesa sotto un caldo piumone e si scambia un abbraccio dal quale sembra impossibile svincolarsi. Un bacio segreto e dolce, lontano gli sguardi degli sconosciuti. L’autore usava andare in giro per i “bordelli” a ritrarre le prostitute lesbiche che, dopo una giornata di lavoro, potevano smettere di nascondere la propria identità sessuale e abbandonarsi ad un po’ di intimità. Così, Toulouse Lautrec, si allontana dalle critiche e dai costumi della Francia del 1900, per dipingere un attimo genuino e reale, lontano dai moralismi e dai giudiziDue corpi, un bacio, una rivoluzione.

Edvard Munch, Il bacio con la finestra

Edvard Munch, Il bacio con la finestra
Edvard Munch, Il bacio con la finestra

La prima volta che quest’opera mi è caduta sott’occhio, ammetto di non aver capito dove fossere i due innamorati. Lì, al margine della tela. Amore o paura?

La coppia si stringe in un abbraccio soffocante, diventando un’unica enorme macchia scura che finisce per fare da cornice allo scorcio sulla stradaTutto questo chiarore mi fa venire i brividi di freddo solo a vederlo! Deve essere proprio una serata glaciale, magari in un paesino nordico. In generale c’è un non so che di malinconico, un senso di solitudine che fa da costante nelle opere di Munch. Le figure che si sfumano con il paesaggio, i volti allucinati e un grave senso di dispersione. Se avesse rappresentato un omicidio non avrebbe comunque raggiunto questo livello di angoscia!

Francesco Hayez, Il bacio

Francesco Hayez, Il bacio
Francesco Hayez, Il bacio

Come avrei potuto mai lasciarlo da parte?

L’opera manifesto del Romanticismo che ha conquistato i nostri cuori e i nostri libri di storia. Si, perchè si trova ovunque! Un bacio travolgente che lascia dietro di sé un po’ di malinconia. Infatti, il giovane sembra proprio stia per partire, dando l’ultimo saluto all’amata. L’architettura spoglia, i colori caldi e le due figure aggrovigliate, rendono questa immagine la rappresentazione di un delicato e dolce amore. Poi diciamoci la verità, dopo Bridgerton siamo diventati tutti amanti dell’amore in costume! Per questo ci stupirà scoprire che in realtà i due innamorati altro non sono che la rappresentazione della pace tra l’Italia e la Francia; infatti i vestiti richiamano i colori delle bandiere delle due nazioni.

“Un bacio è il ponte rosso che costruiamo tra le nostre anime, che danzano sulla vertigine bianca della vita senza paura di cadere.”
-Alessandro d’Avenia

I tempi cambiano, i paesaggi mutano, i costumi e le lingue si evolvono, eppure non abbiamo ancora cambiato il nostro modo di amare. Queste opere sono la conferma del fatto che dopo tutto, continuiamo  a rivolgerci piccole virgole: pennellate frettolose per racchiudere una tempesta.

Scritto da: Laura 5D

Written by: Aurora Vendittelli

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