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Obesità Programmata

Scritto da il 4 Dicembre 2019

Come e perchè il nostro genoma può relegarci alla malattia

Durante la lettura dell’articolo si consiglia l’ascolto del brano: “Childish Gambino – Redbone”

L’inverno inizia, ci sentiamo meno attivi e tendiamo ad essere più sedentari del normale, condizione che porta spesso a mettere su qualche chilo di troppo (purtroppo anche oltre la sessione invernale, a volte sforando nella patologia). Ma la questione, per la gioia di alcuni, va ben oltre la semplice pigrizia: la risposta sta nel codice genetico stesso di alcuni mammiferi terrestri, dove particolari zone del genoma sono codificate per indurre un aumento considerevole del tessuto adiposo e del BMI a scopi di sopravvivenza durante il cosiddetto “letargo“.

Nel caso di noi esseri umani questo meccanismo evolutivo ha portato con il progresso tecnologico a produrre un flagello che rappresenta un pericolo più importante di quanto ci si potrebbe aspettare: l’obesità. Causa di numerose patologie secondarie quali il diabete di tipo 2, l’insorgenza precoce di demenza senile, problemi cardiovascolari e cancro, l’obesità si sta traducendo nella nostra società in una problematica globale e diffusa in grado di rovinare indirettamente centinaia di migliaia se non milioni di vite umane.

Ma una ricerca sulle cause genetiche della malattia potrebbe cambiare le cose: condotta da Elliot Ferris e Christopher Gregg del Dipartimento di Neurobiologia e Anatomia dell’Università dello Utah, si è concentrata nello specifico in uno studio approfondito del codice genetico di due esponenti della categoria dei mammiferi “ibernatori” (rispettivamente appartenenti ai super-ordini Laurasiatheria e Euarchontoglires), lo scoiattolo di terra americano e il vespertilio bruno, piccolo pipistrello del Nuovo Mondo; in particolare i ricercatori si sono concentrati sui geni non codificanti appartenenti alla categoria della cis-regolazione genica (necessari però ad altri geni per esprimere le proprie istruzioni).

Investigare sulla relazione a lungo termine tra questi geni e il locus genetico umano FTO (Fat Mass and Obesity, emerso insieme ad altri 250 loci genetici e 123 geni strettamente correlati all’insorgenza della patologia grazie al massivo e previo “Studio di Associazione Genome-Wide” inerente alla scienza della epidemiologia genetica), potrebbe aiutarci enormemente nella comprensione delle cause genetiche dietro all’obesità e perfino aprirci la strada per prevenirla in modo più efficace.

Forse in un futuro prossimo le nostre debolezze genetiche potranno essere debellate, ma fino a quel momento… bisognerà trovare un’altra scusa.


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