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Nightmare Before Christmas: l’Halloween di Jack Skeletron

Scritto da il 31 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Re del Blu, Re del Mai” – Renato Zero, tratto dal film “Nightmare Before Christmas”

Questo è il nostro Halloween! Così recita la prima canzone del film del 1993 ideato e prodotto da Tim Burton Nightmare Before Christmas. Una storia incredibile, in cui il mondo di Halloween e quello del Natale si incontrano e si uniscono, creando, in realtà, un mix orribile. La regia è di Henry Selick, ma il genio è tutto del maestro Burton. Il film è realizzato in stop-motion: i personaggi sono pupazzi mossi scena per scena da persone vere, e la videocamera li immortala passo per passo. Un lavoro lunghissimo che ha prodotto un capolavoro, con una colonna sonora incredibile, distribuito dalla Touchstone Pictures. La Disney, che lo finanziò, pensava che il contenuto fosse troppo dark rispetto alle precedenti produzioni, e perciò non appose da subito la sua firma.

L’idea venne a Burton da una poesia scritta da lui stesso, che descriveva l’incontro tra Jack Skeletron -Skellington in inglese, accompagnato dal suo cane Zero, con Babbo Natale-Santa Claus. E questo perché aveva notato che nella sua città di nascita Burbank le vetrine dei negozi spesso mischiavano addobbi di Halloween con quelli natalizi, per il clima molto caldo e la non differenziazione delle stagioni. Un modo di fare che ha colpito molto il regista, per cui ha potuto immaginare la commistione di due mondi inconciliabili.

E perché inconciliabili? Alla fine, entrambe le feste fanno felici i bambini. In entrambe si ricevono dei doni, che siano regali o dolcetti. Eppure non si può sottovalutare il fatto che Halloween sia la festa della paura per eccellenza. E questo mette in evidenza il film, che si apre con una presentazione esaustiva del regno di Jack Skeletron. Questi è il re delle zucche, uno scheletro sottilissimo in completo gessato. Doppiato in italiano, la sua voce è di un altro re, non delle zucche ma dei Sorcini: l’inimitabile Renato Zero. Jack è venerato da tutti gli abitanti della città di Halloween. Ogni anno si aspetta e si prepara questa gigantesca festa, di cui lui è il protagonista. Essendo immortale, Jack vive questa manifestazione ogni anno. E a un certo punto capisce di essere stufo, di voler cambiare

In un bosco, trova degli alberi con incise delle porte: un tacchino, un uovo di Pasqua… e un albero di Natale. È attratto dalle lucine che lo decorano. Apre la porta e viene risucchiato dal vento. E si ritrova sulla neve fresca. Sulle note di Cos’è? Jack visita questa nuova città, fatta di luci e neve, alberi e persone felici, e scopre un mondo in cui si aspetta tale Babbo Natale. Jack è entusiasta, così tanto che corre nel suo mondo per far capire ai suoi concittadini la sua sorpresa, la sua meraviglia. Ma loro ragionano tramite la paura, lo spavento, l’orrore. È solo parlando nella loro lingua che Jack riuscirà a conquistarli, e creerà un suo Natale. Ovviamente pessimo, un Natale letteralmente spaventoso. 

Senza fare spoiler, la storia è incredibile. I personaggi sono tutti caratteristici e i due mondi spiegano alla perfezione le due feste. Il film è stato un grande successo, che dura tutt’ora. È una storia a metà tra Natale e Halloween, due realtà agli antipodi che però possono incontrarsi. Dimostra come sia difficile integrarsi ed essere accettato in un nuovo mondo. E che è difficile accettare il “diverso” nel proprio mondo. Jack non è più soddisfatto della sua vita, e vorrebbe altro. Ma non capisce quali sono i suoi limiti. Non capisce chi effettivamente egli sia, ma vuole cambiarsi. Ma perché non accettarsi…? 

È su questo principio che gira tutta la pellicola. L’accettazione di sé stessi e della/delle diversità. Accettazione che porta anche all’unione, come dimostra il finale… ma avevamo detto niente spoiler

E allora, dolcetto o scherzetto? 


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