fbpx

Neil Young: dagli anni della crisi alla Geffen Records

Scritto da il 12 Novembre 2019

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano “Last Dance-Neil Young”

Dopo il successo con After the Gold Rush e Harvest, Neil Young vive una profonda crisi scandita dalla trilogia del dolore: Time Fades Away, On the Beach e Tonight’s the Night.

La morte per overdose di Berry e Whitten è il fantasma che lo perseguita. La disperazione che sfocia in problemi di alcolismo è ravvisabile fortemente nei testi di stampo nichilista.

i temi vanno dalla battaglia contro la droga, alla fine dell’idillio sessantottino fino alla voglia di fuggire nel brano Albuquerque

I’ll find somewhere where they don’t care who I am.

La trilogia rappresenta la parte più intensa della sua produzione, che discostandosi così drasticamente dalla precedente sarà percepita agli occhi della critica come l’esecuzione di un Neil Young irriconoscibile.

Il cantante nelle note dell’album Tonight’s the Night scrive

Mi dispiace. Voi non conoscete queste persone. Questo per voi non significa nulla

Solo dopo l’opera sarà rivalutata e inserita nelle varie sfumature della sua vasta produzione, come inscindibile.

Nel ’75 con Zuma ricomincia la risalita dal turbinio degli anni oscuri. L’album rappresenta un’innovazione straordinaria: l’enfasi sulle strumentali è così d’ampio respiro da far risultare il lavoro epico, in confronto alla claustrofobica trilogia.

Prima con la dualità di American Stars ‘n Bars (contenente Like a Hurricane )e il country di Comes a Time, con Rust Never Sleeps poi , Neil Young si libera dei fantasmi, e in un’ascesa spettacolare risorge come una fenice, pronta a spiccare un volo sempre più alto, nonostante le tendenze marciassero in una direzione opposta alla sua .

Sarà proprio la dualità della sua produzione che oscilla tra folk rock tenue e il violento rock, a rendere la sua carriera così variegata.

Anche la sua capacità di costruire intorno alla sua musica un “virtual innovation ecosystem”si rivelerà fondamentale. Il suo è un mondo in cui “si impara facendo” e la diversità è celebrata nella perenne costruzione di un ambiente innovativo.

Infatti più radicale si farà la sua contro controcultura negli anni ’80 caratterizzati da forti sperimentalismi: il country atipico di Hawks & Doves e l’avvicinamento al punk metal di Re-actor.

Poi contratto per la Geffen Records, che se all’inizio lascia spazio alla sua creatività, tra musica elettronica, rockabilly e rythm and blues, lo accusa poi di produrre volontariamente musica “non rappresentativa” della sua arte. La casa discografica voleva il Neil Young degli anni ’70, che però ormai aveva subito trasformazioni irreversibili, trasformazioni che lo porteranno negli anni ’90 ad essere incoronato padrino del grunge.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.


Young

Premi PLAY per ascoltare

Traccia corrente

Titolo

Artista