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Figurine Panini, 24 anni fa l’addio del loro “papà”

Scritto da il 18 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Benvenuti in Italy -riadattata per Calciatori Panini- RoccoHunt

Il 18 Ottobre di ventiquattro anni fa, a Modena, moriva Giuseppe Panini, imprenditore di successo nonché fondatore della “Edizioni Panini”.

Nasce a Maranello il 9 Novembre 1925 in una famiglia molto numerosa. Condotti a Modena dal lavoro del padre presso l’Accademia Militare, nel 1945, i Panini acquistarono un’edicola in centro.

La nascita del marchio

Nel 1960 Giuseppe, insieme al fratello Benito, trovò un lotto di figurine invendute. Da qui l’idea di imbustarle a due a due rivendendole a 10 lire. Un successo tanto enorme quanto inaspettato: in pochi mesi distribuirono più di 3 milioni di pacchetti. Decisero quindi di cavalcare l’onda e investire su questo mercato. Nel 1961 acquisirono un piccolo laboratorio in via Castelmaraldo, iniziando a produrre le loro figurine e dando vita al primo album. In un solo anno le vendite quintuplicarono, arrivando a toccare 15 milioni di copie.

Nel giro di tre anni dovettero espandere la tipografia, spostandosi nell’attuale sede di via Emilio Po. Nel 1969 cominciarono a esportare le loro creazioni in tutto il mondo. Nonostante tutta la famiglia contribuisse al lavoro, Giuseppe assunse la presidenza e il ruolo di amministratore delegato. L’azienda rimase di proprietà dei Panini fino al 1989, quando venne rilevata dal gruppo Maxwell. Negli anni cambierà più volte proprietà senza mai perdere il suo appeal, con un fatturato annuo che al 2019 sfiora il miliardo di euro.

Non solo figurine

Grande appassionato di pallavolo, nel 1966 Giuseppe fondò il “Gruppo Sportivo Panini”, ad oggi “Modena Volley”, che negli anni diverrà una delle società più importanti al mondo. Nel 1973 diede vita alla Lega pallavolo e ne rimase presidente per otto anni. Nel 1980 costituì l’associazione B.E.I. -Biblioteca Enigmistica Italiana-. Fù presidente della camera di commercio modenese dal 1985 al 1992. Fondò un liceo linguistico e una scuola per dirigenti di azienda.

Nel 1996, poco prima di morire, decise di donare le sue collezioni di fotografie e figurine alla città di Modena. Gli fu dedicato il palazzetto dello Sport modenese, PalaPanini appunto, e due due musei: Il Museo della Figurina e il Fotomuseo Giuseppe Panini.

Generazioni di collezionisti

Tutti noi, anno dopo anno, ci trovavamo a correre nelle edicole per avere i suoi interminabili album. La collezione che l’ha reso famoso è sicuramente “Calciatori”. Grazie alle sue figurine era possibile conoscere nomi e facce di ogni singolo giocatore, dal Cristiano Ronaldo di turno fino allo sconosciuto terzo portiere di una squadra di serie C, ora Lega Pro. Non bastava aprire un computer e digitare parole come al giorno d’oggi.

Riguardando i vecchi album tornano alla mente infiniti ricordi di un’infanzia ormai passata e questa cosa non è cambiata con le generazioni che si sono rincorse. Il nonno che ti portava i soliti dieci pacchetti ogni volta che ti vedeva. Gli occhi pieni di speranza di un bambino all’apertura di ogni singola bustina, pregando di trovare il tuo idolo. La precisione chirurgica per attaccare le figurine una dopo l’altra. Quelle della squadra rivale posizionate a testa in giù. Le montagne di doppioni che si accumulavano lì nel cassetto, per poi essere scambiate a scuola con gli amici. “Ce l’ho, mi manca” riecheggiava durante le ricreazioni. La figurina introvabile che volevi a tutti i costi, per cui avresti ceduto tutte le altre.

Figurine Panini

Finire gli album era la “mission impossible” della nostra infanzia. Arrivava sempre il momento in cui sapevi a memoria il numero di ogni figurina mancante.  Verso la fine dell’anno potevi ordinarle tutte, è vero, ma avevano un sapore completamente diverso, quasi amaro. Perché alla fine la parte più bella era la suspance di strappare la bustina e trovare la quella che ti serviva o che semplicemente volevi più delle altre. Gli anni passano, le figurine no.


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