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My Sweet Lord

Scritto da il 26 Dicembre 2019

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “My Sweet Lord – George Harrison”

https://m.youtube.com/watch?v=SP9wms6oEMo

Il 26 dicembre 1970 George Harrison saliva in vetta al classifica statunitense con My Sweet Lord, diventando così il primo ex-Beatle a raggiungere la prima posizione negli USA. La versione già pubblicata da Billy Preston nel settembre 1970 non ebbe lo stesso successo.

Giunta la fine dei Beatles Harrison si ritrovava ad aver scritto centinaia di canzoni, molte delle quali hanno trovato posto proprio nel triplo album All Things Must Pass. Album che secondo alcuni critici sancisce il giusto riconoscimento a Harrison, le cui capacità erano sempre state ritenute inferiori a Lennon e McCartney.

Nonostante il grande successo, la storia della canzone è segnata da parecchie controversie. Harrison venne infatti accusato di aver plagiato inconsciamente He’s So Fine delle Chiffons.

Gli albori della canzone vengono fatti risalire al dicembre 1969, quando George suonava a Copenaghen in occasione dell’ultima data del tour di Delaney and Bonnie.

In tribunale George dichiarò che la canzone fu abbozzata prima dell’inizio di una conferenza stampa. Cominciò a suonare degli accordi mentre cantando alternava le parole Hallelujah e Hare Krishna.

L’ex Beatle ammise di conoscere la canzone prima di aver scritto My Sweet Lord e quindi di sapere inconsciamente gli accordi della canzone. Tuttavia si era ispirato a Oh Happy Day sia dal punto di vista strutturale che musicale. Se del pop riprende la melodia, non è lo stesso per la struttura che infatti è ripresa dal gospel e dai mantra.

Il giudice disse a conclusione del processo:

Harrison utilizzò deliberatamente la musica di He’s So Fine? Non credo proprio che lo abbia fatto volutamente. Nondimeno, è lampante che My Sweet Lord sia molto simile a He’s So Fine con un differente testo, e Harrison aveva avuto accesso a He’s So Fine in precedenza. Quindi, questo è, a norma di Legge, violazione del diritto d’autore, e non è meno grave anche se realizzato inconsciamente.

Alla fine la sentenza giudicò Harrison colpevole.

It’s difficult to just start writing again after you’ve been through that,”. “When I put the radio on, every tune I hear sounds like something else.

raccontò l’ex Beatle a Rolling Stone.

Dopotutto parlando dell’accusa di plagio all’amico Derek Taylor nel 1979, Harrison disse:

Non mi sento in colpa o altro, anzi, quella canzone ha salvato la vita a molti eroinomani. Conosco il motivo alla base della composizione della canzone, e l’effetto che ha avuto ha superato di gran lunga ogni problema legale.

Richie Unterberger spiegò la popolarità internazionale del singolo di Harrison:

My Sweet Lord possiede un sentimento quasi religioso, ma nondimeno ha sufficiente appeal pop da raggiungere il pubblico mainstream al quale non interessa il messaggio spirituale della canzone.

Infatti la canzone, pur rimandando al desiderio di Harrison di avere un rapporto diretto con Dio, contiene un messaggio universale che trascende una singola religione, per abbracciarne tutte. Il brano si costruisce sulla pace e un misticismo: questo ha permesso alla canzone un successo straordinario.

Harrison aveva deciso di pubblicato solo negli Stati Uniti (uscito a novembre del 1970); poi, vista la forte domanda, nel 1971 venne pubblicato come singolo su 45 giri anche in Gran Bretagna.

Nel 1978, infatti, le vendite complessive del singolo nel mondo ammontavano a 5 milioni di copie. Il brano divenne il 45 giri più venduto di sempre dell’epoca. Nel 2010, secondo Inglis, My Sweet Lord si contano oltre 10 milioni di copie nel mondo.

My Sweet Lord si è classificata alla posizione numero 460 nella lista delle 500 migliori canzoni di sempre redatta dalla rivista Rolling Stone.


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