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Monica Vitti è il nostro vanto

Scritto da il 3 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Monica Vitti” – La Batteria

La voce roca e gli occhi da gatta. La sua inconfondibile eleganza, che a tratti le dà un’aria da dolce svampita. Monica Vitti, mito intramontabile del cinema italiano, compie oggi, 3 novembre 2020, 89 anni. Nonostante la decennale distanza dalle scene, ancora oggi ci affascina con la sua bellezza particolare, fuori dai canoni ma così penetrante, e con le sue impeccabili interpretazioni. 

Il suo vero nome è Maria Luisa Cenciarelli. È nata a Roma nel 1931, nei pressi di piazza Bologna, ed è la femmina di tre figli. La chiamano “sette sottane”, perché è molto freddolosa e mette diversi vestiti uno sopra l’altro per riscaldarsi. Si avvicina al teatro durante la guerra. Interpreta una donna matura in La Nemica di Dario Niccodemi. E ha solo quattordici anni. È così che si appassiona al mestiere dell’attore. Perciò si iscrive all’Accademia d’Arte Drammatica di Silvio d’Amico, diplomandosi nel 1953. 

monica vitti

Le viene consigliato di cambiare nome e di puntare molto sui suoi “difetti”. La sua voce, infatti, è fin troppo caratterizzante, e lei ne fa tesoro. Il suo naso e i suoi capelli sono determinanti per definire la sua immagine. Dopo diversi spettacoli teatrali, esordisce nel cinema nel 1954, in ruoli minori. Ma il successo arriva grazie a Michelangelo Antonioni, uno dei registi simbolo del cinema autoriale degli anni Sessanta. Con L’Avventura del 1960 comincia la trilogia dell’incomunicabilità, insieme a La Notte e L’Eclisse, e la Vitti è sempre protagonista. Segue Deserto Rosso, del 1964, che ricalca le stesse tematiche della trilogia. La storia tra Vitti e Antonioni non è solo un sodalizio artistico: è anche una importante storia d’amore. Lui la immola come sua musa, e lei interpreta i ruoli malinconici assegnatole dal compagno in modo magistrale.

Ma già dalle prime esperienze attoriali, Monica dimostra una incredibile verve comica. Nella storia del cinema nessuna donna era riuscita ad avere l’attributo di mattatrice, al pari degli uomini, prima di lei. Tantissime le collaborazioni con i migliori registi in circolazione, anche stranieri -come Luis Buñuel, fino a realizzare più di cinquanta film. E, a parte le ottime interpretazioni drammatiche, le figure comiche che ci ha regalato sono iconiche.

Nel 1968 esce La ragazza con la pistola di Mario Monicelli. Il ruolo della siciliana che va nel Regno Unito per inseguire e punire l’uomo che l’ha sedotta e abbandonata le vale il Nastro d’Argento come Migliore attrice protagonista. Si affianca poi ad Alberto Sordi, con cui realizza diversi film con lui come regista e interprete. Spesso è la donna follemente desiderata da uomini innamorati persi. È contesa tra Giancarlo Giannini e Marcello Mastroianni in Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, di Ettore Scola. Ugo Tognazzi cerca di riconquistarla dopo averla trascurata in Anatra all’arancia di Luciano Salce.

La sua versatilità in tutti questi ruoli dimostra come lei abbia rotto gli schemi cinematografici dei suoi anni. Non solo il fatto di essere equiparata agli uomini, ma anche il fatto di avere, nei diversi film, libertà sessuale e di scelta nelle relazioni. Se il cinema ha sempre riservato un posto privilegiato agli uomini, con Monica Vitti questo cambia. Soprattutto per quanto riguarda il cinema comico, in cui non è mai stata oscurata dai coprotagonisti maschili. È così che Monica Vitti ha rivoluzionato la figura femminile nel cinema italiano.

Ha avuto tre relazioni importanti. Dopo Antonioni, sul set di Deserto Rosso incontra Carlo di Palma, celebre direttore della fotografia, con cui ha una relazione. Ma il suo compagno di vita è il regista Roberto Russo, conosciuto negli anni Settanta, che le sta ancora accanto. È la protagonista dei suoi Flirt e Francesca è mia. Negli anni Novanta ha pubblicato due autobiografie, Sette Sottane e Il letto è una rosa. Come se avesse voluto regalarci un altro pezzo di sé prima di ritirarsi. Una malattia degenerativa l’ha fatta allontanare dai nostri occhi. Ma la sua voce e la sua estrema bellezza ancora ci conquistano grazie ai capolavori in cui ha partecipato. E che forse ha reso lei stessa tali.


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