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Money For Nothing: la critica che diventa pubblicità

Scritto da il 8 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura:”Money For Nothing” – Dire Straits

Lo scorso venerdì Valentina durante Five Play Rock n’Roll ci ha fatto ascoltare Money For Nothing, brano dei Dire Straits che presenta una collaborazione d’eccezione: i cori di Sting dei Police. Due band diverse nel sound ma accomunate dal loro andare controcorrente rispetto alle mode del momento. 

È il novembre del 1984, i Dire Straits sono già una band dal successo planetario: basti pensare al successo epocale del loro primo disco. Bastò una demo di appena cinque brani e le case discografiche erano pronte a menarsi per far firmare un contratto a Knopfler. 

Il chitarrista è capace di essere apprezzato sia dai fan che dai colleghi: molto richiesto come turnista, collabora con Bob Dylan, B.E. King e anche Zucchero. Le vendite sono in crescita, ma le aspettative della Warner per Brothers In Arms sono alte: deve essere il disco del salto di qualità. Knopfler vede piuttosto con distacco i discorsi delle etichette discografiche: non che il successo gli dispiaccia, ma non sente il bisogno di mettersi in mostra su MTV. In un mondo dove il rock stava abbracciando l’aggressività commerciale i Dire Straits remavano in direzione opposta. 

Star system e proletariato

Ironia della sorte, si ritrova ad origliare le lamentele di un fattorino di fronte ad una schiera di monitor sintonizzati su MTV. Negli anni 80 passare su MTV significa successo, mentre il resto dei comuni mortali fatica ad arrivare a fine mese. Knopfler carta e penna alla mano mette giù il discorso della sua musa piuttosto sboccata:”That ain’t working/ That’s the way you do it/get your money for nothing and chicks for free”, parole dure prive di licenza poetica. 

Le star di MTV secondo il protagonista per caso fan soldi per niente, muovono le loro stupide dita e conquistano tutte le ragazze: non è lavoro se non spacca la schiena. 

I want my MTV

Da mesi gira sulle tv americane una serie di spot aggressivi dove i cantanti esclamano ripetutamente “I want my MTV”. Oltre ad una Cyndi Lauper fresca di successo, ci son anche i Police. Knopfler li conosce, ci hanno suonato diverse volte assieme. Ispirato da quel casuale scontro tra proletari e star system chiama Sting: gli propone di inserire quello slogan nel brano che avrebbe preso in giro tutto quello che MTV rappresenta. 

Sting accetta: dopotutto si trattava di un omaggio banale a Don’t Stand So Close To Me. Cinque note, nulla di più. Non gli interessava nemmeno essere inserito nei crediti degli autori, eppure la casa discografica lo costringerà a mettere la firma sul pezzo. 

Gli ingredienti di un brano da MTV son pochi: un ritornello orecchiabile, un buon riff ed un video godibile. Il riff è già presente tra le bozze del frontman, manca il sound. Knopfler decide di scomodare gli ZZ Top, una delle band di punta dell’emittente: vuole sapere come replicare il suono delle loro chitarre. “E devo dire che è stato piuttosto bravo a copiare il mio suono, considerato che non gli ho dato nessun suggerimento!”, confesserà Gibbons in un’intervista. 

L’ultimo ingrediente è il video musicale, mirato a criticare lo stile delle rock star: ma quella che doveva essere una critica diventerà uno dei maggiori successi dell’emittente, complice anche l’innovativa CGI. Quando MTV sbarca in Europa il video di Money For Nothing è il primo trasmesso: la perfetta pubblicità involontaria. Fu così che i Dire Straits diventano i milionari che disprezzavano: Money For Nothing venderà 30 milioni di copie. 

Per questa ed altre storie rock and roll, sintonizzatevi lunedì, mercoledì e venerdì su Five Play Rock n’Roll dalle 19 alle 19:30

Leggi anche – Sting, 69 candeline e una vita in musica 


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