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Cultura

Il mondo di Sofia, di Jostein Gaarder.

today19 Dicembre 2017

Background

Di cosa parla. Questa volta, cari lettori, andremo alla scoperta de “Il mondo di Sofia”, una magistrale fusione tra romanzo e trattato sulla storia della filosofia.
Sofia, un’adolescente dalla vita tranquilla ed ordinaria, in un giorno qualunque riceve per posta un pezzetto di carta -il primo di una lunga serie- con su scritto: “chi sei tu?”. Non passa molto tempo dall’arrivo del secondo bigliettino, che reca le domanda: “Da dove viene il mondo?”. Ad infittire ulteriormente il mistero, giunge una terza lettera proveniente dal Libano e destinata ad una certa Hilde Moller Knag, nella quale un uomo di nome Albert Knag, maggiore dell’ONU e padre amorevole, augura alla figlia un felice quindicesimo compleanno, affermando di aver usato Sofia come intermediaria per motivi di comodità, ed aggiungendo di averle fatto un dono non meglio specificato che la aiuterà a crescere…
Immediatamente, nella mente della protagonista (ma è propriamente corretto considerare Sofia la sola protagonista? Presto scoprirete il motivo di questa titubanza, promesso!) si affolla una quantità di interrogativi, curiosità, confusione ed una nuova energia dettata dall’impetuoso desiderio di comprendere.
Ha così inizio per l’aspirante filosofa una sorta di doppia indagine: una esteriore, alla ricerca della fantomatica Hilde e dell’ignoto autore delle lettere filosofiche ormai divenute il suo pane quotidiano, ed una interiore, a spasso nei secoli e nei pensieri dei grandi del passato.
Quando individua in un simpatico amico a quattro zampe di nome Hermes il misterioso messaggero dei testi che riceve, Sofia giunge ad un punto di svolta, facendo ben presto la conoscenza del suo padrone, un eccentrico filosofo di nome Alberto Knox, un primo “colpevole” dei suoi ultimi dilemmi, il suo insegnante per corrispondenza.
I due si danno manforte per scoprire la verità nascosta dietro ad Albert Knag e a sua figlia Hilde, in una continua ricerca che, anziché arrestare il corso di Storia della filosofia destinato a Sofia per dar spazio alle questioni concrete, sembra al contrario proporre spunti sempre nuovi e terreno fertile per consentire a Platone, Aristotele, Cartesio, Hegel e a molti altri di imprimere nella sua mente nozioni utili per pervenire a piccoli passi alla verità.
Ed è così che storia e filosofia si intrecciano con la narrazione,  in un crescendo di eventi sempre più strani, talvolta surreali, e di coincidenze che sembrano collegare sempre più evidentemente Sofia ad Hilde e Alberto ad Albert.
Le cose incominciano a farsi insostenibili quando si intensificano i bislacchi auguri di buon compleanno a Hilde per mano di Albert Knag, che Sofia ed il suo maestro trovano con stupore dentro una buccia di banana, pronunciati dal cane Hermes, o addirittura detti dal maggiore in persona uscito da una lampada di Aladino in forma di genio.
Nel momento in cui i due sempre più confusi e spazientiti filosofi si cimentano nello studio dell’empirista George Berkeley, finalmente tutto prende forma, la risposta appare improvvisamente cristallina ed evidente ai loro occhi, ma ciò che realizzano è tutt’altro che rassicurante: Alberto e Sofia non esistono, sono due misere ombre create da Albert nel momento in cui ha deciso di scrivere di suo pugno un libro in occasione del compleanno della figlia Hilde.
A questo punto del racconto, la storia viene letta sotto una nuova prospettiva, si passa dal “sottomondo” del libro alla “superficie” in cui vivono Hilde ed il maggiore, il che rende il tutto ancor più particolare, pervaso di un’atmosfera strana ed avvincente destinata ancora a grandi sorprese.
Hilde legge con crescente interesse il regalo di suo padre, arrivando così a tempo di record alla parte conclusiva del libro, che descrive una scena oltremodo caotica, ambientata nel giardino di Sofia durante la sua festa di compleanno: torte in faccia, una ragazzina che rimane incinta, adolescenti che guidano all’impazzata un’auto non loro, e molto altro ancora.
Durante la concitazione del momento, Sofia e Alberto si dileguano. Il regalo del maggiore si conclude così.
A questo punto, Hilde non può fare a meno di domandarsi se la coppia di filosofi sia riuscita o no a fuggire dal libro, e per “vendicarli” sottopone il padre ad una serie di ordini e di bigliettini, così che egli si renda conto di cosa ha fatto patire a Sofia e ad Alberto controllandone e determinandone ogni mossa, prendendosi gioco di loro e sconquassando il loro mondo con un tocco d’inchiostro in più o in meno.
L’ultimo dilemma di questa enigmatica storia nella storia viene svelato a noi veri lettori attraverso una conclusione in cui realtà e immaginazione sono separate da una linea talmente sottile da essere appena percettibile: Alberto e Sofia sono finalmente riusciti a conquistare la libertà, ora esistono nel mondo reale sotto forma di spiriti, pertanto non possono a comunicare la loro presenza a Hilde.
Nonostante ciò, la ragazza avverte dentro di sé che Sofia ed Alberto sono in qualche modo lì accanto a lei, e sorride all’idea che la barchetta che fino a un attimo prima era ben salda alla riva e che adesso sta improvvisamente andando alla deriva sotto lo sguardo dubbioso di suo padre sia opera loro.

Perché consigliarlo. Ciò che determina la grandezza di quest’opera è senz’altro lo stile scorrevole ma “ingannevole” della narrazione, che inizialmente illude i lettori di trovarsi davanti ad una tranquilla storiella senza troppe pretese, ma ben presto svela il suo scherzo intellettuale andando a sollevare uno ad uno i tanti sottili veli che costituiscono la realtà: chiunque scelga di aprire pagina 1 de “Il mondo di Sofia”, è destinato a rimanerne inesorabilmente assorbito fino alla fine, e soprattutto a restare di sasso al cospetto degli infiniti e geniali colpi di scena a sfondo filosofico che lo compongono, il migliore dei quali è senz’altro quello della storia dentro la storia. Non bisogna trascurare poi l’altra faccia della medaglia, ovvero la componente istruttiva del libro, che tra un sussulto ed un interrogativo trasmette al lettore anche tutte le preziose nozioni di un esauriente compendio di filosofia: perfetto per imparare molto faticando poco e soprattutto emozionandosi.

Per chi consigliarlo. Ideale per gli amanti della filosofia (c’è davvero bisogno di dirlo?), per tutti i ragazzi che si stanno per affacciare al meraviglioso ed arzigogolato percorso filosofico, perché consentirebbe loro di avere un’ottima panoramica di ciò che scopriranno nei successivi tre anni, ma ottimo anche per chi ha già finito il liceo, perché saprebbe leggere con occhi più attenti e consapevoli i mille riferimenti alle idee dei grandi del passato che quest’opera propone in maniera più o meno nascosta.
Per concludere, suggerisco la lettura de “Il mondo di Sofia” a chiunque si sia mai trovato a lottare contro qualcosa o qualcuno che abbia tentato di minare la propria libertà, che sia di pensiero, di espressione o di scelta.

Written by: Veronica Di Sero

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