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Moliere: una Rockstar alla corte del Re

Scritto da il 15 Gennaio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Bohemian Rhapsody” – Queen

“Nulla manca alla sua Gloria, egli mancava alla nostra”

Queste parole sono incise nella pietra della statua che l’Accademia di Francia dedica a Moliere, per riparare al fatto di non averlo voluto riconoscere quando egli era in vita. Moliere è un genio indiscusso del suo tempo. Uno di quegli artisti che quando muoiono lasciano un vuoto e una rivoluzione in atto.

In occasione dell’anniversario della sua nascita, voicebookradio.com ha voluto omaggiare il grande drammaturgo dimenticando per un momento che ci troviamo nel ‘600. Non serve immaginare più di tanto. I lunghi capelli fluidi ci sono, il carisma anche. I grandi palchi e la folla che lo ama non manca. Oggi scopriamo che Moliere è una Rockstar!

Al Centro del Mondo

Parigi, allo stesso modo della New York o della Londra dei giorni nostri, è il cuore pulsante della cultura, della musica, dell’arte, del potere del tempo. Jean-Baptiste Poquelin, che ancora non è Moliere, è figlio di un artigiano ricco. Studia nelle migliori scuole, frequenta anche la buona società. Si laurea in legge, come vuole suo padre. Ma non arriverà mai ad esercitare la professione.

Qualcosa scatta nella sua vita. Conosce il Teatro. E’ un amore folgorante, al punto da spingerlo a mollare tutto, gli agi, la professione, le frequentazioni e diventare un guitto, termine spregiativo per indicare gli attori.  Durante la dura gavetta Moliere impara, più che il mestiere d’attore, com’è fatto l’uomo. I suoi vizi, la sua nobiltà o malvagità. Ma soprattutto scopre l’animo umano in rapporto alla società del tempo.

Ed ecco che rappresentare l’uomo del suo tempo attraverso il teatro esistente, attraverso le maschere inventate dagli italiani, attraverso il mestiere d’attore “vecchia maniera” non gli basta più. Prende la lunga penna d’oca e la fa vibrare sui fogli come un plettro sulle corde di una chitarra.

La Rivoluzione del Teatro ha inizio. Nasce Moliere.

E sotto la sua penna passa tutta la società. La borghesia ipocrita che pensa solo al guadagno, i medici pedanti e ciarlatani, il signorotto ingenuo o prepotente. Li descrive ridendone, a volte ingigantendo, ma senza mai fingere. Anzi la rivoluzione si compie anche nel modo di fare teatro. Moliere vuole la realtà. Inventa il Metodo. Basta con i gesti enfatizzati, la mimica ampia e falsa. Gli attori con lui si muovono e parlano naturalmente, così da rendere i suoi personaggi reali. A tal punto che le Personalità, vere, che ispirano i suoi personaggi, ci si riconoscono e querelano l’autore. Ma anche il popolo riconosce quei personaggi. Vede i suoi mali messi a nudo sul palco e derisi. La folla lo ama.

Ed ecco che quel piccolo attore che non molto tempo prima è dovuto scappare da Parigi per i troppi debiti, fa il suo ingresso trionfale a Versailles, voluto a corte dallo stesso Luigi XIV, il Re Sole. Qui il teatro di Moliere ha l’occasione di fare un passo in più, che lascia un’orma gigantesca nel palco della Storia.

E della Musica!

Moliere
Scena dal film, Le roi danse – Gérard Corbiau – 2000

Il Re Sole è melomane. Adora la musica e in giovinezza sperimenta anche il balletto. Il Re danza, con grande scandalo, ma è il Re più potente del mondo. Nel frattempo, a Versailles, un altro Jean-Baptiste – anzi, all’anagrafe Giovanni Battista- Lully, sta compiendo un’altra rivoluzione. Unire musica, canto, balletto e teatro in un unico Grande Show. Moliere entra in gioco scrivendo testi, canzoni, copioni. Nasce tra i due Jean-Baptiste un sodalizio artistico che Valentina o Sissi amerebbero raccontare nei loro programmi e mettere in playlist.

Nasce l’Opera! Ma contemporanea, moderna, fatta di persone e personaggi veri. Basta avere solo Satiri e Ninfe. La contemporaneità arriva sul palco. Drammi moderni, musiche moderne e soprattutto, per la prima volta, francesi, alla gloria del Re, che è contentissimo di togliere il monopolio delle arti sceniche agli italiani.

Ultimo Atto

Quaranta commedie, quasi tutti successi. Alcune Hit mondiali come il Don Giovanni, L’Avaro, Il Borghese gentiluomo, Il Tartuffo, Il Misantropo. Questa l’eredità del mondo. Una vita dedicata all’arte non poteva non concludersi in modo spettacolare.

Malato da tempo, proprio recitando Il Malato immaginario, seduto sulla bella poltrona, Moliere ha un colpo apoplettico in scena e muore. Leggenda vuole che stesse ridendo recitando le proprie battute.

Sipario.


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